Oggettivamente le forze politiche che si contendono la guida della regione lucana hanno scelto, come candidati governatori, persone che ispirano fiducia per i loro comportamenti, per il loro vissuto, per la professionalità espressa nel proprio lavoro. Questo, da un lato è tranquillizzante ,dall’altro è insufficiente se preso come sola risposta al cambiamento. Da questo punto di vista, il vero cambiamento è affidato agli elettori che non solo debbono scegliere la guida della Regione ma anche i consiglieri che dovranno supportare il governatore vincente. In questo senso la novità viene dal doppio voto di genere che ,mai come questa volta, ha portato alla competizione vera la risorsa femminile. Complice l’estrema incertezza che segna questa competizione, chi ha potuto è andato a scegliere non figure di contorno ma donne protagoniste in molti settori di attività, per cui non mi meraviglierei se all’esito del 24 marzo si dovesse riscontrare il segno di un vero cambiamento nella politica lucana, con l’inizio di un protagonismo femminile che, nella gran parte, dove è stato sperimentato, ha portato serietà e freschezza di idee. Anche questo fatto pesa a sfavore del Movimento cinque stelle che con le esigue forze imposte dalla necessità di andare con una sola lista ( il grande errore che da cinque anni si fa alle elezioni locali) si vede numericamente sottorappresentato in quanto a energie nuove. Mentre le candidate delle varie liste si muovono per cercare consensi, non mi sembra si possa registrare un vento femminista di appoggio a questa grande novità elettorale del doppio voto. Quando da tutte le parti si invoca cambiamento , bisogna pensare ed agire anche verso un cambiamento di genere . Come al solito, nei momenti cruciali, l’entusiasmo viene meno per ragioni comprensibili ed incomprensibili. Il caso Arbia è significativo. Una lucana di spessore, una lucana di cui andare fiera, ma che però, nonostante l’appello sui social, non è riuscita a presentare la lista per mancanza di firme. Eppure era una icona sulla quale il voto femminile poteva spendersi con successo. Rocco Rosa
“DONNA, POCO SI FA PER TE”
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