Se per qualche misterioso giro la rete potesse fare arrivare il mio pensiero al Premier Renzi, gli direi che sul referendum concernente le trivelle in mare non dia, sotto sotto, via libera ad Alfano: primo) perché tutti sanno che Alfano non fa niente che Renzi non voglia; secondo) perché ogni volta che mette mani in qualcosa , l’esito è nefasto. In politica bisogna capire quando la partita è persa e voler sganciare la giornata referendaria dalla giornata elettorale delle amministrative, è un segnale talmente brutto da far pensare che la volontà di dieci regioni non sia stata affatto digerita e che si tenti ancora ad un successo a tavolino. In Basilicata è la stessa cosa: chi vuole minimizzare la vittoria di Lacorazza intorno alla questione ambientale, finisce col collocarsi impropriamente dall’altra parte, anche se è esente da colpe su gran parte della storia passata ed ha preso egualmente le iniziative necessarie per far pesare le ragioni delle comunità costiere rispetto ad un pericolo di grave compromissione dell’habitat. Quindi fermiamo le persone che non capiscono niente di politica e mandiamo a cuccia il cagnolino da guardia di questo Governo : meno abbaia sulla questione è meglio è per tutti. Non so se qualcuno si è accorto che Emiliano, l’intraprendente Governatore pugliese sta studiando per diventare l’antiRenzi e che proprio sulle questioni ambientali intende giocare la sua principale partita: il gasdotto, il no alle trivelle, la difesa delle Tremiti da una sciagurata autorizzazione all’esplorazione. Anche questa è politica e certamente Emiliano se pure fa rima con Alfano è tutta un’altra cosa ( la vignetta di copertina è del giornale dello jonio)
EMILIANO NON FA RIMA CON ALFANO
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