Uno strappo fra Terza Commissione e Governo regionale si è consumato oggi sulla questione dell’eolico e più precisamente sulla regolamentazione degli impianti con potenza inferiore ai 60 kw. Dopo una serie di audizioni, tra cui anche quella dell’associazione dei Comuni , è venuto fuori che il Dipartimento, nel proporre una regolamentazione degli impianti superiori a un Mw, di fatto aveva lasciato via libera a quelli del cosidetto minieolico per pali fino a 30 metri. Che non sono pochi e che s
e piazzati con l’escamotage di mettere insieme più proprietari di terreno, o meglio più frazionamenti dello stesso proprietario, finiscono col creare un vero e proprio parco eolico di tipo industriale, impattante e deturpante soprattutto perché insediabile anche in zone periurbane. La terza Commissione, a maggioranza, ha detto no ed ha restituito al delibera al Governo regionale, con la raccomandazione di disciplinare anche l’inserimento di impianti con potenza inferiore ai 60 kw”. A questo proposito, la terza Commissione, presidente Robortella, chiede ch
e “venga riconsiderata la congruità della distanza minima dei generatori, anche in relazione a quanto già prescritto per gli impianti di grande generazione dal Piear all’appendice A (requisiti tecnici minimi per gli impianti di potenza superiore a 200 Kw)”, e che si preveda “una distanza minima di 300 metri dalle proprietà ed in particolare dai fabbricati”. “Occorre valutare – osserva inoltre la Commissione – la previsione di una disposizione che disciplini la distanza minima dal confine di proprietà dell’immobile dal punto più estremo di sorvolo degli elementi rotanti del generatore”. La verità è che il danno è già compiuto e lo scempio in molte parti del territorio regionale si è consumato: una grossa responsabilità di cui gli Uffici dovrebbero rispondere, se è vero che questa storia, come dice lo stesso Robortella, va avanti da almeno cinque-sei anni, senza che sia intervenuto un piano di tutela paesaggistica. Non si può regolamentare a danno fatto. E si tenga presente che anche il microeolico ( gli impiantini di piccola dimensione) non possono essere messi come se fossero una antennina da televisione. E pure questo sta già succedendo. La rotazione della dirigenza in un settore così delicato sarebbe il minimo sindacale.
EOLICO, IL DANNO E’ FATTO E LE REGOLE NON ARRIVANO
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