Fazzoletti d’amore: da M. G. Pasquarelli ad Annamaria Restaino

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POTENZA-MARSICO : VERSETTI  DI GRAZIELLA

 

                                                                                                          di Antonio Lotierzo

 

A volte i morti comunicano anche con carte riaffioranti, come questi brevi ‘versetti d’amore’, che Graziella Caprio (1927-1985) compose, verso il 1947, per il futuro sposo Michele Lotierzo (1923-1989). Riaffiorati da un cassetto, fra foto e lettere, i semplici ed umili versetti d’amore, scambiati fra due quasi maestri al Magistrale di Lagonegro, essi testimoniano un costume diffuso, in cui lo scambio di promesse è affidato anche ad una orecchiabile versificazione, Ecco i testi:

QUESTA E’ LA CHIAVE DEL GIARDIN D’AMORE,

APRI PIU’ DENTRO E TROVERAI UN FIORE.

 

QUESTO E’ QUEL FIORE   /                 CHE NEL GIARDINO CRESCE,

APRI PIU’ DENTRO E TROVERAI UN PESCE.

 

 

                      QUESTO E’ QUEL PESCE

                       CHE A FIOR D’ACQUA MUORE,

                      APRI PIU’ DENTRO E TROVERAI UN CUORE.

 

QUESTO E’ QUEL CUORE

CHE PER TE E’ TRAFITTO

 APRI PIU’ DENTRO E

TROVERAI UNO SCRITTO,

                                       TI SALUTO E SONO      

                                       IL TUO AMORE, GRAZIELLA.           

Queste semplici espressioni a rima baciata e vergate su carta si riallacciano ad una tradizione molto più complessa, come hanno rivelato i folcloristi. Sette mesi prima di morire, nell’agosto del 1923, Michele G. Pasquarelli (cfr. wikipedia e treccani) pubblicò i suoi “Versetti per fazzoletti” , una decina di dense pagine, dedicate alla signora Corso, in cui partiva da S. De Pilato, che aveva notato come le classi più benestanti scambiassero ciocche di capelli come pegno d’amore, mentre il popolo usava il fazzoletto, come riferiva un canto di Spinoso, il cui primo verso recita: “Rammi tu, bellu, ‘ssu maccaturo”, con varianti a Teana e Marsico, dove incominciava con “Ninnë, rammìllë lu farizzuléttë / quantë lu portë a lu fiumë a lavà”. Il regalo e lo scambio di fazzoletti in mussola, ricamati in bleu è studiato dal medico Pasquarelli in quanto ricevette un quadernino di versi o ‘sunetti’. “Nella stagione estiva/ Tu sederai nel petto/ Cacciando il fazzoletto/ Ti ricorderai di me”. Pasquarelli chiude ricordando che, piegato a triangolo o intorno alla gola o nella tasca del petto, il fazzoletto veniva esibito nelle festività (e non serviva a pulire il naso…). Annamaria Restaino, di Potenza, è la più esperta studiosa di arredi e decorazioni popolari e rinvio al suo prezioso quanto esplicativo saggio ‘Il fazzoletto: pegno d’amore’( che sta in :V. Rizzo (cur.) Omaggio a M.G. Pasquarelli, erreci,2002, pp-97-111). Per la Restaino, il fazzoletto è un quadrato di tela di lino, bisso o fibra mista, adorno di ricami e merletti, i cui colori assumevano ‘segnali erotici’. Sul fazzoletto apparivano forme allegoriche ( Graziella usa il fiore, il pesce, la chiave, la freccia d’amore), nodi d’amore e il nome dell’amato. La Restaino individuò la maestra di ricamo, che fornì il ‘quaderno’ al suo medico di Savoia, nella signora Rosa A.Tarangelo. Nella manualità del manufatto si trasmettevano sentimenti, oltre che desiderio di ordine e bellezza, per cui la mentalità magica si mescolava ad una funzione estetica. E parlavano i fiori (giglio, margherita, viola, rosa) con il loro simbolismo e gli animali (gallina, colomba ) e i cuori e. la chiave mascolina ( con valenza fallica ma anche di custodia della futura casa). La Restaino svela le tecniche del ricamo, in cui è maestra, e anche le operazioni di stiratura e lavaggio. Quando non vi era il bancomat, era la donna che conservava il denaro nel cassone della dote e sempre lei lo custodiva sul petto, quando si andava al mercato, facendolo comparire al momento dell’acquisto, da un fazzoletto annodato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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