LA FOTOGRAFIA ONIRICA DI FERRERO

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BY LEONARDO PISANI

“Il desiderio di scoprire, la voglia di emozionare, il gusto di catturare, tre concetti che riassumono l’arte della fotografia”.

Utilizzo questo aforisma di Helmut Newton per iniziare un viaggio nella fotografia di Daniele Ferrero giovanissimo talento capace di scatti che vanno oltre la realtà per addentrarsi in una miscellanea di onirico, colori, bianchi e neri con velature di grigio ed una interpretazione della realtà che rasenta l’illusione. Quella illusione che caratterizza l’arte nel senso più ampio della accezione  facendo leva sulla emozione e su rivelare quello che non esiste ma potrebbe esserci.

In una società dove tutto ormai scorre velocemente e l’attenzione è catturata dalla potenza dell’immagine o meglio dalla onnipresenza della immagine  ma allo stesso tempo non dalla cultura dell’immagine potersi fermare su scatti artistici dei quali è capace Ferrero porta ad una riflessione.

FOTOGRAFIA ONIRICA FERREROIl desiderio di scoprire; una mano che afferra un libro. Dita che stringono Asimov; potrebbe essere un semplice scatto, semmai ben riuscito e nulla altro. Ma fermiamoci ad osservare non solo con gli occhi; chiudiamoli un attimo ed cristallizziamo la foto. Un viaggio nella nostra immaginazione attraverso l’immagine e perché uno scrittore di fantascienza…  Riapriamo gli occhi e scopriamo che quel catturare un istante ci porta in un percorso tra passato, presente e un lampo di futuro. Il nero gioca con scale di grigio; la mano forte e rude afferra quasi a trattenere un istante che sta scivolando inesorabile come lo è il tempo. Quelle dita contrastanti con la sfera perfetta della copertina cercano di scoprire qualcosa. Cosa vuole scoprire Ferrero? Poco importa perché una creazione a vita a sé, appartiene a chi si nutre delle sue sfumature ed a vita a sé: va oltre l’autore e va anche oltre l’osservatore.

colori_2Il desidero di emozionare. La fotografia può essere cristallizzazione di un passato che rimane nell’eterno. Qualunque fotografia, anche quella scattata da un cellulare. Ma l’emozione trascende e crea una esperienza estetica. Ponendo sempre il dilemma : l’esperienza estetica è soggettiva? Ha invece una oggettività? E poi deve essere una creazione “bella” oppure no? Bastano pochi colori un bianco che risalta in un bianco meno evidente, un rosso; un blu, un giallo. Quadricromia di piccoli tocchi che non si sa se sono colori di tempera, o una crema o qualche sostanza chimica. Immagine semplice; immagine suggestiva ; immagine che crea una emozione nei giochi di colore senza necessità di effetti speciali.

black_fairyE poi il gusto di catturare qualcosa di indefinito. Può essere un simbolo; Ferrero usa la fotografia per lanciare un messaggio come quella croce in un Golgota moderno; sfumato verso un cielo bianco ed una collina senza luogo e senza tempo. La donna velata ; una sacerdotessa oppure un archetipo. Una antica sibilla o una moderna Bathory che non ha bisogno di vedere ma già sa. La donna cattura subito l’attenzione. Cosa vorrà significare. Il volto bianco illuminato contrasta con il rosso delle labbra. Si, si vede il rosso in una foto in bianco e nero. Ma poi immediatamente lo sguardo va verso quel Golgota sfumato. Un croce che esiste ma diventa evanescente; cattura e fa riflettere. Poi si ritorna al velo della Sibilla e Bathory dai capelli corvini racchiusi in quel copricapo intarsiato di arabeschi surreali. Graffia lo stridere tra Sacro e Profano; la croce e la strega ; la fede e la magia; il bianco ed il nero; il passato ed il futuro senza tempo.; la spiritualità e la sensualità; il sacrificio ed il piacere.

Giovanni Daniele Ferrero nasce a Torino, il 5 Gennaio del 1979, appassionato di fotografia.

Daniele Ferrero

Daniele Ferrero

“L’obiettivo Ë un’arma speciale che non uccide ma trapassa gli organi per suscitare emozioni. Il mio obiettivo mira al mondo e lo cattura per farlo conoscere attraverso i miei occhi.”

La sua attività fotografica può essere ammirata al sito http://www.ferreroshots.com/

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