Stava per ritirarsi, ma alla fine ci ha ripensato . Ed è stato meglio per tutti. Soprattutto per gli italiani, come me, innamorati di persone che non si sbracciano, non studiano la notte le battute da fare, non si contornano di esperti per capire come bucare il video. Il Ministro Franceschini è così : un giovane che sembra uscito da una fotografia d’altri tempi, sorriso mesto, composto nei gesti, misurato nelle parole. La cultura ha incontrato un cocchiere col cilindro . E da quel cilindro sono uscite cose sensate , dalla assunzione di manager internazionali ,al decreto antisciopero ( a seguito di quella figuraccia fatta al Colosseo), al finanziamento del cinema , alla riorganizzazione delle Sovrintendenze. Ieri è uscito, per due minuti, dai compiti di ufficio per dire semplicemente che sulle infrastrutture bisogna puntare tutto sull’alta velocità. “Non è possibile che l’alta velocità si fermi a Salerno e che non ci sia sul versante adriatico del Paese. Quindi ci vorranno cinque anni, dieci anni, non importa…………………”. “Serve una linea di alta di alta velocità che parta da Taranto, attraversi Bari e arrivi a fino Bologna, attraversando quindi gli aeroporti e unendo il traffico aeroportuale a quello ferroviario, e che sia un grande sbocco, sia per le merci sia per i passeggeri dell’alta velocità”.
“E‘ un disegno strategico su cui dobbiamo lavorare insieme”. Queste parole sono state pronunciate al Bit di Milano, alla presenza del Governatore della Puglia, Emiliano il quale, detto tra noi, come Ministro degli Esteri della sua Regione ci sa fare. Da tempo vado dicendo che, troppo preoccupati di vedere cosa succede nell’aula di Viale Verrastro, ci dimentichiamo di quello che si va facendo e decidendo a Roma. E’ vero che non è facile andare col treno a Roma, ma Zanardelli, Fortunato, Nitti in quel treno costruivano il senso di una missione.(r.r.)
FRANCESCHINI, COCCHIERE COL CILINDRO
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