by ROCCO ROSA
Oggi è in edicola un nuovo quotidiano locale. Mentre uno è stato riacchiappato per i capelli, un altro spiega le vele per la sua avventura. Un benvenuto a questi capitani coraggiosi, che io più prudentemente chiamerei capitani incoscienti, perché un terzo giornale in una regione di 550mila anime, con un tasso di invecchiamento tra i più alti ed un tasso di povertà il più alto, non può stare in piedi economicamente , perché sarebbe come abbattere la legge di gravità. E’ più presumibile che si giochi a spostare qualche centinaio di lettori da una parte all’altra per giocarsi la medaglia del più letto in una regione dove le copie vendute sono di per sé una miseria , e se le disputano come gli spaghetti a Miseria e Nobiltà. Però i miracoli possono sempre accadere, e potrebbe succedere che un direttore giovane, professionalmente capace , si metta in testa di fare un giornale veramente nuovo, cioè uno che stia solamente dalla parte dei cittadini, non a metà, in quella zona grigia dove si sceglie, senza dirlo, un padrinaggio politico, ma completamente dall’altra parte del fiume, lì dove i problemi incalzano, la gente è stanca e stremata, la richiesta di giustizia è alta. Un giornale che prenda con le molle le centinaia di comunicati che ogni giorno arrivano dagli uffici stampa di enti , di sindacati, per non fare da megafono alla verità ufficiale, sempre edulcorata, spesso manipolata, per andare a scovare la notizia lì dove c’è veramente e anche lì dove è nascosta dalla dignità delle persone, oppure dal silenzio della prudenza in un territorio dove si potrebbe dire che esiste un marcamento a uomo. Agendo così, con il coraggio della verità, questo giornale potrebbe porre alla pubblica opinione il tema di una impresa editoriale simile a tante piccole imprese , che va aiutata, con una apposita legge sull’editoria, se porta innovazione , se accompagna lo sviluppo, se contribuisce a rendere una comunità meno disuguale, se riesce a tenere un ruolo. Insomma un giornale che sappia guardare con occhi nuovi la realtà e non seguire il solito palcoscenico di una politica che ormai recita a teatro vuoto. Fabio caro. Un abbraccio e un sincero in bocca al lupo!