Una fermata del Frecciarossa Taranto Roma a Sicignano consentirebbe di imbarcare una larga fetta di utenza che proviene dal sud ovest della basilicata e dalla piana di Sala Consilina, rendendo comunque un servizio ad un territorio che è ancora fortemente isolato. Ieri la terza Commissione regionale, presieduta da Vincenzo Robortella, ha ascoltato il presidente del Comitato pro Ferrovia Sicignano –Lagonegro che da tempo si batte per ripristinare il vecchio tracciato ferroviario dismesso.Quest’ultimo ha ricordato di essere stato ascoltato da Trenitalia nel 2013 e in quell’occasione fu prospettata l’ipotesi di riaprire la tratta ferroviaria Sicignano – Lagonegro, attualmente sospesa. “Da quella data – ha detto – sono state fatte due delibere dall’amministrazione di Sicignano e dall’Ente parco nazionale del Cilento per chiedere con forza di riaprire il primo tratto di 25 chilometri tra Sicignano e Polla. Nelle stesse delibere è evidenziato come il treno Etr 1000, previsto nel piano regionale trasporti
per l’alta velocità, non consente ai viaggiatori di scendere e salire dalla stazione di Taranto perché i marciapiedi sono bassi. Anche a Potenza – ha continuato – ci saranno problemi in quanto l’elevatore per portatori di handicap è posizionato al binario 1 dove non ferma l’Etr”. Al di là di questi problemi tecnici che sicuramente verranno risolti col tempo, c’è forse l’esigenza che la terza Commissione affronti seriamente il tema di una fermata a Sicignano la cui stazione ha tutti i requisiti per fare da punto di riferimento non solo per i comuni del basso salernitano ma anche per quelli del Murese e del Melandro, molto più vicini a Sicignano che a Potenza. Parliamo di Vietri, di Muro Lucano, di Balvano, di Baragiano, di Pescopagano, di Sant’angelo le Fratte.E’ comunque singolare che su questa vicenda del Frecciarossa regioni come la Campania e la Puglia se ne stiano in silenzio , facendo fare tutto il loavoro alla Regione Basilicata. Anche quello che riguarda direttamente le esigenze delle loro popolazioni.
