Generazione Lucana mette sotto accusa classe dirigente e vecchi metodi

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A pochi giorni dalla presentazione delle liste elettorali in prospettiva delle elezioni del 24 marzo, Generazione Lucana, torna a fare sentire la voce dei giovani lucani affidando ad un comunicato il proprio pensiero. Un pensiero critico verso la politica con la “p” minuscola di prendiamoci tutto ora, se possibile.

Dopo aver consegnato il primo dossier sulle politiche giovanili per la Basilicata scritto di proprio pugno e presentato poche settimane fa all’attenzione dei cittadini e dei politici presenti alla convention, tornano a mettere penna su carta la loro posizione.

Non s’impegnano direttamente perché gli spazi sono occupati da professionisti delle elezioni. Professionisti che nel tempo hanno affinato tecniche di raccolta voti difficilmente eguagliabili, specie in una competizione elettorale dove, le idee e i programmi, si scontrano con la realtà del voto personale. Un voto alla persona e non all’idea che frutta posizioni di rendita o piccole soddisfazioni personali per l’elettore e molte altre per l’eletto che, tranquillamente, si sposta da una parte all’altra dell’arco costituzionale senza perdere minimamente la propria forza elettorale.

Chi ha scelto di restare in Basilicata deve fare i conti con queste condizioni. Prendere o lasciare. Sognare, però, è possibile e Generazione Lucana continua a farlo, spronando i decisori a occuparsi di loro e del loro futuro. Che lo facciano anche i politici piuttosto che preoccuparsi a cercare soluzioni per garantire un seggio a una ventina di candidati e ad un presidente, è auspicabile, ma al momento pare una cosa improbabile. Almeno finché non si è garantito un seggio a chi deve averne uno a tutti i costi. Costi quel che costi.

Di seguito la nota integrale:

Il fatidico momento delle elezioni regionali in Basilicata del prossimo 24 Marzo si avvicina e, purtroppo, già si rivedono vecchi modelli e cliché da campagna elettorale.
Nonostante i riflettori puntati su Matera Capitale Europea della Cultura, la nostra terra è ferma, fragile. I nostri abitanti immobilizzati, spesso demoralizzati.I Comuni della Basilicata, infatti – continua la nota – vivono realtà quotidiane differenti: come in un deserto, nulla si muove. E quando s’intravede qualcosa di nuovo e diverso, spesso si pensa sia un miraggio o magari, una gran bella fregatura. Siamo consapevoli inoltre che per riattivare i piccoli paesi non servono solo soldi e grandi eventi, ma piccoli miracoli che possono fare i giovani, sia quelli che sono rimasti che quelli che potrebbero tornare.
In un periodo storico in cui prendere posizione, prendere iniziativa, mettersi in gioco sono atti di coraggio, noi giovani vogliamo essere coraggiosi. Perseveranti. Tenaci. Abbiamo però una convinzione: vogliamo provocare il cambiamento fuori dalle stanze dei partiti e fuori dai percorsi tradizionali.Vogliamo costruire, insieme, un confronto aperto, che trasformi la mentalità clientelare lucana, che stimoli nuovi percorsi d’innovazione sociale, che sviluppi il pensiero critico e il senso civico di ogni giovane lucano, che non deve più attendere speranzoso l’operato della politica ma che deve assumersi la responsabilità civica e sociale di dare un contributo attivo al cambiamento in Basilicata, costruendosi il proprio futuro da persona libera, in cui l’appartenenza deve essere al proprio territorio e non a gruppi di potere o lobby partitiche
Non cerchiamo consensi, non vogliamo compassione e non vogliamo che nessuno si senta in colpa per l’eredità che ci viene lasciata. Vogliamo invece costruire un passo alla volta il nostro futuro, che sia migliore per noi e per i nostri figli, senza attendere o sperare che lo facciano altri. Vogliamo conoscere e creare legami con il nostro territorio e i suoi abitanti: entrare in empatia, ricostruire un tessuto sociale ormai quasi inesistente. Vogliamo acquisire e condividere competenze, costruire spazi in cui metterle in pratica, consapevoli che il percorso politico oggi non premia la meritocrazia.Iniziare un nuovo cammino spaventa. Ma dopo ogni passo che percorriamo ci rendiamo conto di com’era pericoloso restare fermi.Purtroppo la Basilicata non è una regione per giovani: non avremmo avuto bisogno di Generazione Lucana se il mondo politico non avesse fatto tanti errori; se molti avessero avuto la lungimiranza di guardare al di là delle emergenze quotidiane, ora l’emergenza più grande non sarebbe un tessuto sociale giovanile che si è disgregato.Eppure La Basilicata è un terreno fertile dove piantare il seme di una nuova generazione più consapevole, più attiva e più viva di quella di cui siamo abituati a sentir parlare. Noi vogliamo essere i coltivatori di quel seme, per poi vedere la pianta crescere autonomamente.
Generazione Lucana sta lavorando quotidianamente per trasformare la Basilicata in una terra più a misura di giovani, un laboratorio europeo in cui sperimentare nuove forme educative, nuovi modelli di sviluppo imprenditoriale e sociale, nuovi progetti sostenibili e di respiro internazionale. Vorremmo una Basilicata capace di trattenere le menti brillanti e di attrarre esperti, creativi e artisti da tutto il mondo.Il viaggio è appena iniziato e ci auguriamo che le prossime legislature siano gestite da persone competenti, passionali, oneste e che sappiano valorizzare il buono di questa regione, portandola alla ribalta del panorama internazionale nei prossimi 10 anni.
Noi non siamo il solito gruppo di giovani che fa aggregazione per fare animazione culturale: abbiamo invece iniziato un processo sociale inarrestabile, lanciando una pallina su un piano inclinato, che nei prossimi mesi prenderà sempre più velocità.Generazione Lucana non appoggerà nessuno dei candidati, ma ognuno di noi andrà alle urne per esprimere il proprio voto, perché è un nostro diritto, ma soprattutto un nostro dovere. Il nostro dossier, con le proposte concrete per una nuova stagione di politiche giovanili, è a disposizione di tutti coloro vogliano rimettere al centro della discussione i giovani lucani. Noi abbiamo tracciato una strada, chi vorrà potrà seguirci in questo viaggio e rendere questa Basilicata più a misura di giovani.Siamo quindi aperti al confronto, alla sana discussione sui quei contenuti che noi riteniamo decisivi per far ripartire le politiche giovanili in Basilicata.
Vorremmo che tutti i candidati della prossima campagna elettorale firmassero l’Impegno per la Basilicata, il documento che abbiamo concepito quale patto d’onore, affinché nei prossimi anni si lavori tutti insieme per rendere la nostra terra più a misura delle giovani generazioni.
Chiudiamo questa lettera con un messaggio rivolto a tutti i politici, i dirigenti di partito, i rappresentanti istituzionali, i funzionari e i dipendenti delle pubbliche amministrazioni: basta con individualismi e beghe di potere! Basta con le menzogne e le promesse! Basta con la corruzione e le scelte irresponsabili! Basta con i ricatti e il clientelismo! Basta con l’antimeritocratismo! Basta con L’assenteismo dal lavoro! Basta con lo scarica barile delle responsabilità! Basta con l’arrivismo personale a discapito degli altri! Ritroviamo tutti un senso civico, un pensiero lungimirante e collettivo per la nostra terra e denunciamo qualsiasi azione che non sia in linea con il miglioramento della qualità della vita in Basilicata.

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