Hai mai sentito parlare del Parco della Poesia di Potenza?

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di ROCCO PESARINI

 

 

Era il 28 dicembre 2017 quando, nella Sala dell’Arco del Comune di Potenza, alla presenza dell’allora Sindaco Dario De Luca e del competente assessore al ramo Rocco Pergola, i residenti di Piazza Albino Pierro presentarono ufficialmente la loro proposta progettuale (leggasi bene, proposta progettuale) per la realizzazione di un Parco nell’omonima Piazza.

La proposta progettuale era a firma dei tecnici Marco Vona, Benedetta Vita e Francesco Torraca (che offrirono in maniera totalmente gratuita la loro prestazione professionale nella redazione della stessa) e da subito si capiva come fosse all’avanguardia in termini di ideazione e progettazione avendo, tra le linee guida, il benessere dei cittadini, la flessibilità dell’utilizzo, una manutenzione snella ed economica, la garanzia di un costante funzionamento e l’utilizzo delle energie rinnovabili con una valorizzazione preminente del verde.

Accanto agli aspetti tecnici, degna di menzione era l’intenzione di intitolare e dedicare il Parco alla Poesia candidandolo idealmente a location ideale, ampia e suggestiva, di eventi letterari e, più in genere, culturali.

Ma la proposta progettuale era particolarmente innovativa perché frutto della collaborazione e della partecipazione attiva, fattiva e propositiva dei residenti della Piazza e del quartiere (zona nuova di Macchia Giocoli), in un percorso che aveva visto, almeno in quella fase, la concretizzazione di un costante e proficuo dialogo tra cittadini e amministrazione comunale.

Facemmo la presentazione, scrissi un articolo nel quale parlavo della stessa e per il quale mi trovai in mezzo ad una “bagarre” politico – elettorale tra membri della giunta e del consiglio comunale e sono iniziati a passare i giorni, i mesi, gli anni.

Arrivati ad aprile di quest’anno, pare (l’uso del verbo è voluto) siano iniziati i lavori di realizzazione del parco. L’assessore Pergola avrebbe voluto ufficialmente presentare il progetto (che nel frattempo, a detta di coloro che avevano realizzato la proposta progettuale sopra indicata, presentava dei punti di difformità rispetto alla stessa) ma i residenti, essendo in prossimità delle elezioni comunali in programma a fine maggio, preferirono evitare situazioni che avrebbero di certo prestato il fianco (articolo sopra citato docet) a polemiche e strumentalizzazioni delle quali facevano volentieri a meno.

Ho utilizzato il termine pare perché, nel cartello riassuntivo dei lavori per la realizzazione del parco, è indicata come data di avvio lavori luglio 2017 (data che i tecnici assicurano esser giusta) ma che, per un profano come me, risulta strana assai anche perché, di opere “visibili” finora non ne ho viste.

In compenso però, quello che un giorno (si spera) dovrebbe essere il Parco della Poesia, nel frattempo, in via provvisoria (si spera), è divenuto il Parco della Transumanza (in altre città esistono i Parchi della Rimembranza ma, si sa, Putenz’ è una città singolare in tante cose).

Prima il giorno di San Rocco e poi la successiva domenica, Piazza Albino Pierro è stata infatti simpaticamente e letteralmente “invasa” da mucche che l’hanno eletta location ideale per il loro pascolo. La cosa consola molto perché, come garantito dai meglio informati, significa che “l’aria e l’erba (non equivocate, mi raccomando) son buone” mentre qualcuno ha addirittura rimproverato i residenti per non aver fatto trovare acqua in abbondanza per dissetare i poveri bovini.

Termine dei lavori per il parco (sempre che le simpatiche mucche trovino un pascolo migliore, diversamente sarebbe antipatico farle sloggiare) dovrebbe essere il 2020. Diciamo che ancora una volta ci si vuol fidare di date e indicazioni; diciamo che nel frattempo i residenti si rifaranno con la simpatica compagnia dei bovini al pascolo; diciamo che ci si augura un inverno non particolarmente rigido (perché sicuramente il cattivo tempo sarebbe un ulteriore motivo di rallentamento dei lavori).

Ma inutile nascondere che sulla vicenda ci sia scoramento, disillusione e delusione.

Una vicenda che era partita con i propositi migliori di questo mondo e si è arenata con le dirette facebook di una mandria di bovini al pascolo (la notizia ha girato mezzo Meridione e non so se la cosa debba rallegrarci o meno).

Diversi residenti ormai nel Parco non ci credono più ma quello che più dispiace (per non dire altro) è il silenzio che ha contraddistinto tutta l’estate del 2019; mesi di bel tempo che si potevano usare per andare avanti con i lavori ma che hanno visto solo lo sfalcio dell’erba (e tale problema ora nemmeno si pone più, visto il solerte lavoro delle mucche).

La vecchia amministrazione comunale è cessata dalle sue funzioni e da quasi due mesi si è insediata la nuova.

Ma siamo arrivati ormai a settembre, il lungo inverno potentino è ormai alle porte, un qualunque residente guarda la piazza e gli sovviene malinconica la domanda:

“Hai mai sentito parlare del Parco della Poesia di Potenza?”

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