di GIANNI ANASTASIO
L’esempio classico che salta alla mente è il mitico Charlie Chaplin nel suo celeberrimo “Tempi Moderni”, alle prese con le moderne macchine industriali.
Eppure, paradossalmente, si parla di “inizio (START) a lavorare” e non “lavorare (HOME) da casa”, certo credo sia giunto il momento di eliminare, dal nostro vocabolario (Crusca pensaci tu!) la grandissima parte di inglesismi o americanismi (Sordi docet) che popolano il nostro linguaggio.
Trovo il “lavoro da casa”, offerto agli utenti dall’AdE, e da tutti gli altri Uffici ed Enti locali e governativi, in tempo di quarantena e post Covid-19 e, fino ad oggi in essere molto redditizio e resilientemente oculato.
Parlo da tecnico e, sinceramente, il lavoro da casa è più sbrigativo. La pecca, c’è sempre una seconda faccia della stessa medaglia, è – secondo me – nella persona che occupa il posto a casa. Gli impiegati che lavoravano in ufficio, lavorano anche da casa … ho detto tutto!
Un mio “sogno” principe era quello di creare una specie di “sabotaggio” alle pompe dei carburanti: invitare i cittadini a non rifornirsi per una settimana … e vedere l’effetto, positivo, che produceva. Bene, dopo il virus l’effetto si è notato e molto consistente …, con il Covid-19, tutto è andato giù; crollo del prezzo del carburante e non solo … meno inquinamento … aggiungete voi …
Il lavoro da casa è redditizio, secondo me, perché diminuisce il consumo di carburante e tutti gli effetti dannosi che ne conseguono; minori incidenti stradali, minore inquinamento, aria più respirabile, meno rumori: penso all’impiegato del Catasto che la mattina, sveglia alle 07:30 da Terranova di Pollino si reca in Ufficio a via dei Mille … pranzo frugale alle 13:30 e poi ritorno a casa alle 21:30. Impiega solo quattro ore per percorrere il tragitto: casa-lavoro-casa, circa ottanta ore mensili di stress, con il sole, la pioggia, le frane, il traffico, il carburante … ma non di meno è stressato anche il residente … con il traffico caotico del capoluogo, vuoi mettere i nostri sensi unici. Le strade parallele che si incrociano su viale Firenze? Rincasare e non trovare parcheggio perché una Smart ha occupato due stalli, o peggio si ritrova una moto al posto di una Mercedes! Chiudiamo il centro storico ed incoraggiamo le “scale mobili” costate molto e pochissimo utilizzate … Amministrazione, ci sei?
Più tempo libero a casa … si è trascorsa la quarantena segregati con degli sconosciuti: con i nostri figli, o loro, con dei genitori sconosciuti.
Scoprire un nuovo mondo, il sesto continente, quello globalizzato, dopo l’Oceania, il “Globaleurafrasia”, tanto da rinnovarci e diventare resilienti, tanto da pensionare il vecchio pubblico impiego e dare posto realmente ai giovani … non come la nuova classe politica che ha solo lo scranno e niente midollo politico, ma un pubblico impiego fondato sui nuovi dettami informatici …se l’amministrazione comunale ha fame di soldi non è con la richiesta dei pagamenti della Tarsu e varie, o con gli importi maggiorati che si sanano le casse … resilienza, intellighenzia, trovare dove poter guadagnare … non a svantaggio dei cittadini. Produrre guadagno da tutta la carta, dalla plastica, dal ferro abbandonato, che i potentini “a mano” conferiscono quotidianamente sui loro carri. Il turismo, … anche in quarantena si sono svolte mostre nei musei e si sono realizzate iniziative volte a segnali futuri … ma Potenza è rimasta al palo … già città d’arte!
È, e sarà sempre il povero cane che si morderà in perpetuo la coda, se il contribuente alle urne, voterà per un voto di protesta … anche qui, dov’è l’intellighenzia? Proviamo, dopo cinque anni cambiamo, ma non saranno cinque anni legislativi, bensì quindici, perché il male commesso nel gestire la res pubblica si triplicherà a nostro svantaggio, le buche nell’asfalto da 5 saranno 500.
Meditate gente, meditate …!