Presa di posizione dell’Associazione per le infrastruture, servizi e mobilità nel materano sul progetto di riordino dei Consorzi industriali e netto diniego alla ipotesi di unificazione dei due Consorzi. E’ questo il senso di una nota fatta pervenire alla stampa nella quale , partendo da premesse ormai note sulla diversa situazione finanziaria dei due enti, denuncia l’ennesimo tentativo di accorpamento, come già avvenuto per altri Enti a carattere Regionale come la Camera di Commercio, Confindustria, Consorzio di Bonifica, Azienda di Promozione Turistica, Consorzio Agrario, gestiti dalla solita politica clientelare orientata ad accorpamenti senza senso che fanno bene solo alla politica e non ai cittadini, e sempre meno orientata allo sviluppo dei nostri territori per esaltarne le diversità.
L’Associazione rivendica l’autonomia amministrativa e gestionale del Consorzio di Sviluppo Industriale di Matera per continuare nel suo processo di crescita dell’intero territorio Provinciale come ha sempre egregiamente fatto fino ad oggi, dissociandosi dalla proposta di riordino del Governo Regionale per le evidenti difformità dei comparti industriali del Materano con quelli del Potentino. Basti pensare al centro oli di Viggiano ed alla Fiat di Melfi con il suo indotto, che emergono le enormi diversità del tessuto industriale in dei due Consorzi, completamente dissomiglianti nelle attività di promozione e marketing conformate ad attrarre nuove aziende ed investimenti nei due territori Provinciali.
Gli Amministratori Delegati dei due consorzi (con l’attuale Commissario del Consorzio di Potenza), in qualità di profondi conoscitori del territorio specifico, devono restare autonomi nelle loro scelte più appropriate per lo sviluppo delle singole realtà, mentre il Governo Regionale deve favorire lo sviluppo territoriale delle diversità, mettendo in campo risorse finanziarie, bandi e altri strumento a sua disposizione per consentire agli amministratori degli enti locali lo sviluppo e la crescita dei propri distretti omogenei e non farsi carico dello sviluppo di aree con diversità territoriali e di potenzialità diverse. Il governo Regionale, deve adottare politiche utili per porre fine all’indebitamento del ASI di Potenza ed agli Enti del Potentino, prima ancora di emanare una politica integrata col sistema economico territoriale che punta al miglioramento dei fattori che caratterizzano lo sviluppo delle imprese e la loro competitività, quali la ricerca, l’innovazione, la formazione, le infrastrutture materiali ed immateriali nonché la coesione sociale. Questo è il riordino che chiediamo al Governo regionale per il bene di due territori così vicini ma cosi tanto lontani, per dire basta alla sconnessione sociale che ha sempre caratterizzato questa regione.
L’Associazione rivendica l’autonomia amministrativa e gestionale del Consorzio di Sviluppo Industriale di Matera per continuare nel suo processo di crescita dell’intero territorio Provinciale come ha sempre egregiamente fatto fino ad oggi, dissociandosi dalla proposta di riordino del Governo Regionale per le evidenti difformità dei comparti industriali del Materano con quelli del Potentino. Basti pensare al centro oli di Viggiano ed alla Fiat di Melfi con il suo indotto, che emergono le enormi diversità del tessuto industriale in dei due Consorzi, completamente dissomiglianti nelle attività di promozione e marketing conformate ad attrarre nuove aziende ed investimenti nei due territori Provinciali.
Gli Amministratori Delegati dei due consorzi (con l’attuale Commissario del Consorzio di Potenza), in qualità di profondi conoscitori del territorio specifico, devono restare autonomi nelle loro scelte più appropriate per lo sviluppo delle singole realtà, mentre il Governo Regionale deve favorire lo sviluppo territoriale delle diversità, mettendo in campo risorse finanziarie, bandi e altri strumento a sua disposizione per consentire agli amministratori degli enti locali lo sviluppo e la crescita dei propri distretti omogenei e non farsi carico dello sviluppo di aree con diversità territoriali e di potenzialità diverse. Il governo Regionale, deve adottare politiche utili per porre fine all’indebitamento del ASI di Potenza ed agli Enti del Potentino, prima ancora di emanare una politica integrata col sistema economico territoriale che punta al miglioramento dei fattori che caratterizzano lo sviluppo delle imprese e la loro competitività, quali la ricerca, l’innovazione, la formazione, le infrastrutture materiali ed immateriali nonché la coesione sociale. Questo è il riordino che chiediamo al Governo regionale per il bene di due territori così vicini ma cosi tanto lontani, per dire basta alla sconnessione sociale che ha sempre caratterizzato questa regione.