I TIRATORI SCELTI DI RAZZISMO

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TERESA LETTIERI

Se il grado di discriminazione fosse ancora troppo mite per consentirci qual tanto di ribrezzo che occasioni del genere meriterebbero, dopo le urla razziste nei confronti del giocatore del Brescia, Balotelli,  durante la partita con il Verona, possiamo dichiarare quasi con certezza che l’Italia è diventata una terra per pochi. Probabilmente solo per i millantatori di una presunta superiorità manifestata attraverso vili offese contro altre etnie. Probabilmente solo per chi non ha esitato ad argomentare con maggiore dettaglio gli accadimenti, rivendicandoli forse con quella occulta superiorità che rimane offesa, senza tanti giri di parole: “Balottelli è italiano perché ha la cittadinanza italiana, ma non potrà mai essere del tutto italiano”. Se tanto mi dà tanto, è chiaro che tutti gli accadimenti di stampo xenofobo sono serviti solo ad esercitare e specializzare i tiratori scelti di razzismo, perché il distinguo che gioca sulla cittadinanza, quello che spacca il capello in quattro per giustificare gli odiatori seriali , sarebbe prima o poi arrivato, in mancanza d’altro. E Balotelli, ragazzone di colore, possente, un talentuoso campione calcistico,  quindi per certi versi, superiore alla media (e anche superiore all’autore di tali considerazioni), ma non del tutto italiano, ha servito l’occasione su di un piatto d’argento restituendola al mittente. La sua reazione, imprevedibile ed inattesa ha scatenato ancor più la platea urlante, ricaricata da quel calcio verso gli spalti, che interrompe il gioco per disinnescare una bomba sociale sempre pronta ad esplodere. Ovunque e in qualsiasi momento. Usando la sua notorietà, il messaggio che lo sport genera, una partita del massimo campionato di calcio italiano. Non era la prima volta per il calciatore e non è stata la prima volta per l’anima di quella Italia da sempre accogliente, perché l’accoglienza rimane un valore cristiano in quanto umano, e per l’anima degli sportivi  mossi da tutt’altri sentimenti. “Del tutto” è la parola magica e in quanto magica si addice anche al rappresentante di Forza Nuova,  non del tutto cristiano pure se tutto italiano. E non cristiano per fede religiosa. Ci mancherebbe. Cristiano in quanto umano, da umanità, ovvero dotato di quelle  caratteristiche che lo rendono capace di distinguersi dai disumani e non dagli animali che ci stanno dando riprova di sentimenti ben oltre l’istinto. Ora, se per legge Balottelli è italiano, per la legge della natura che non soffre d’imperfezioni se non quelle che genera autonomamente risolvendole altrettanto autorevolmente,  il prode assertore della italianità senza macchia  è disumano. Se per legge riesci anche a trovare una scappatoia, soprattutto in Italia, in natura le vie di fuga dal proprio stato sono regolate da altri meccanismi  ed un disumano rimane tale soprattutto se nutrito da schiere di simili. Ora, lasciando il governo di leggi incomparabili ad altre occasioni, rimane il dato oggettivo che in Italia l’odio razziale ha assunto dimensioni incontenibili, alimentate  dai grandi comunicatori della politica impegnati a rivitalizzare sentiment pericolosi più che a sedarli, convinti che il consenso di uno schieramento possa affrancarsi attraverso il racconto di valori adattati alle proprie opportunità a scapito dell’universalità che custodiscono. Ma i valori, si sa, non sono adattabili come le ingiurie!

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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