IL MOBBING: UN FENOMENO IN ESPANSIONE-

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ADELAIDE LOMBARDI

 

“Chiunque, nel luogo o nell’ambito di lavoro, si rende responsabile di atti, omissioni o comportamenti di vessazione, discriminazione, violenza morale o persecuzione psicologica, reiterati nel tempo in modo sistematico o abituale, che provochino un degrado delle condizioni di lavoro tale da compromettere la salute fisica o psichica ovvero la professionalità o la dignità della lavoratrice o del lavoratore, è punito, salvo che il fatto costituisca più grave reato, con la reclusione da sei mesi a quattro anni e con la multa da euro 30.000 a euro 100.000”. E’il cuore della proposta di legge che il Movimento cinque stelle ha presentato alla Canera Dei deputati e che è in attesa di calendarizzaizone. Ed è la prima volta che si interviene  in maniera organica contro un fenomeno sottovalutato ma purtroppo conosciuto anche dalle nostre parti. Viviamo in un mondo sempre più competitivo, dove il luogo di lavoro diventa molto spesso luogo di scontro più o meno palese e la competizione per il raggiungimento degli obiettivi anzicchè diventare una leva positiva , può diventare il punto di partenza di un atteggiamento negativo e vessatorio che che può sfociare nel mobbing.

Ma cosa è davvero il mobbing? Quello sul lavoro consiste in un insieme di comportamenti violenti  perpetrati da parte di superiori e /o colleghi nei confronti di un lavoratore, prolungato nel tempo e lesivo della dignità personale e professionale nonché della salute psicofisica dello stesso. L’ etimologia della parola mobbing risale al verbo inglese “to mob”cioè “assalire” “molestare” e venne usato per la prima volta negli anni settanta dall’etologo Lorenz. Con tale termine egli descriveva un particolare comportamento di alcune specie animali che circondano in gruppo un proprio simile e lo assalgono rumorosamente per allontanarlo dal branco. Per traslato, nell’ambito lavorativo, il mobbing comprende una serie di  comportamenti aggressivi o vessatori ripetuti da parte dei colleghi (mobbing orizzontale) o superiori(mobbing verticale ed in alcuni casi bossing) che impedisce alla vittima di svolgere serenamente la propria attività. Questa specie di persecuzione psicologica sull’ambiente di lavoro é nota da più di un secolo. Il primo a parlare di mobbing è stato lo psicologo svedese Heinz Leymann  già alla fine dell’ottocento . In Italia, la tematica è stata introdotta dallo psicologo tedesco Harald Ege, che per primo nel 2002 ha pubblicato un metodo per identificare il fenomeno ed i suoi danni tramite il riconoscimento di sette parametri (il cosiddetto metodo Ege).

Questo odioso fenomeno del mobbing può rappresentare per chi ne è vittima un grave problema lavorativo, sociale e familiare e, può avere gravi ripercussioni sulla salute psicofisica del lavoratore stesso con la comparsa di sintomatologie ansioso depressive come reazione ad un evento stressogeno. Da alcune fonti si evince che in Italia il numero delle vittime di mobbing è stimato intorno ad un milione e duecentomila, con prevalenza tra quadri e dirigenti ed in misura maggiore nel settore pubblico ed in quello dei servizi Ma negli ultimi dieci anni i casi di mobbing denunciati sono cresciuti in maniera esponenziale.

Come difendersi? Attualmente in Italia non è configurato come specifico reato penale a sé stante. Esiste una generica normativa Europea alla quale il nostro Paese non si è ancora adeguato anche se ci sono importanti principi codificati dallo Statuto dei lavoratori (legge300/70) (es art 9, 13,15,18. Nel nostro ordinamento, tuttavia, la fonte di diritto più importante a cui far riferimento rimane sempre la Carta Costituzionale: art.32 (diritto alla salute) art.40 iniziativa economica privata libera. E’ da sperare che sulla scia delle iniziative parlamentari cui si faceva cenno all’inizio, anche il governo presenti una propria proposta organica per affrontare  il fenomeno.

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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