ENZO FIERROChi dice che in Italia in questo momento storico manca la politica dice una ovvietà. In realtà ciò di cui si sente seriamente la mancanza è l’esercizio del pensiero critico che una volta veniva esercitato dagli intellettuali, dai filosofi, dai giornalisti liberi , da certa classe dirigente non timorosa ad esporsi. Era ciò che più di altra cosa alimentava la politica attraverso l azione pubblica degli esponenti più avveduti. Oggi manca il confronto tra i portatori di interessi, forse perché gli interessi si sono assottigliati alla Difesa del particolare. Manca il dibattito su contenuti che pure animavano una certa diatriba, se vogliamo anche di classe, fra intellettuali, magistrati, imprenditori che pure rivendicavano un Ruolo politico. Manca il sud che non riesce a coalizzarsi su temi di importanza strategica, incapace di fare massa sulla propria capacità di crescita e sviluppo. Si avverte anche la mancanza di una chiesa capace di prendere posizione forte su alcuni temi, di indicare una strada. Manca la cultura delle istituzioni perché forse non si ha contezza di cosa siano o di come possano essere utili. Forse manca quella società civile curiosa, desiderosa di farsi riconoscere e capire, capace di condizionare il dibattito in corso, di schierarsi apertamente pro o contro le questioni essenziali anziché le persone. Forse manca quella curiosità minima di svolgere un ruolo che sembra delegato passivamente ai social che tutto ingurgitano e consumano esaltando le emozioni di pancia anziché le argomentazioni di pubblica valenza. Mancano i grandi educatori, i docenti consapevoli del ruolo importante che svolgono, manca il concetto di comunità profondamente minato dall’individualismo esasperato e dalla moda dell’apparire ad ogni costo. Se manca questa parte importante della società civile è gioco forza che manchi la politica come esercizio di mediazione, i partiti, i luoghi del dibattito, della discussione non ci sono più. La. Sfida, nel nostro piccolo, è recuperare queste aree di pensiero e cultura libera che ancora alberga in tanti uomini e donne e asservirle alla logica della discussione, del dibattito, del Confronto. È un compito fondamentale a cui ascriviamo quel Civismo che rappresentiamo con la nostra azione quotidiana.