IL DR.CUGNO : LE COSE DA FARE PER RIDURRE LE LISTE D’ATTESA

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Il dr. Giuseppe Nicolo’ Cugno è un vero esperto di organizzazione ospedaliera. Ha fatto la sua gavetta al San Carlo di Potenza come vicedirettore sanitario e non se n’è stato con le mani in mano dietro la scrivania ma osservando da vicino tutti i meccanismi di produzione del servizio sanitario, girando per i reparti, discutendo dei problemi che presentavano, analizzandone la produttività, migliorandone la strumentazione, cercando le sinergie capaci di procurare efficienza. Un ruolo che è stato anche il suo trampolino di lancio per una carriera importante, che lo ha portato a Direttore generale del Crob di Rionero, e ad altri importanti incarichi di grande rilievo nella sanità lucana. Con lui parliamo di questo enorme problema delle liste d’attesa che affligge la sanità pubblica e che, in una regione come la nostra , dove la povertà è presente in maniera importante, diventa un impedimento al diritto di salute, uno sbarramento per la cura che non sia cercata a pagamento.

-Sono anni che si parla di azzerare le liste d’attesa, ma , a quanto sembra, non si muove foglia

-Azzerare è un termine da non usare perché , stando almeno alle condizioni di oggi, rasenta l’impossibile. Ridurre sì, anche in maniera importante.Si può e si deve lavorare per questo obiettivo, ben sapendo che le liste di attesa hanno una eterogenità e una molteplicità di cause sulle quali bisogna incidere per arrivare almeno ad una ripulitura delle liste in qestione.

-Un problema di efficientamento della risposta sanitaria non può essere fatto passare come un miraggio

-Ha ragione, ma qui, in questo settore della salute, c’è un fenomeno atipico che  regola la base del mercato . Non è la domanda che alimenta l’offerta, ma il contrario. Paradossalmene l’investimento in attrezzature innovative porta a far salire la domanda ,sempre più specialistica, nella diagnostica, settore che sovente va in affanno.  E’ un cane che si morde la coda: si investe denaro per acquistare tecnologie, aumentare le prestazioni  e aumenta di conseguenza la richiesta

Non è solo questione di attrezzature. E’ che il personale non basta

Si , c’è poi  la questione del personale che non è una cosa da niente, ma per la quale si sono già spese tutte le parole possibili . Molti operatori sanitari corrono verso il settore privato., Qui ci sono  interessi di gruppi con enormi disponibilità di denaro che stanno cannibalizzando anche la vecchia rete della sanità privata locale . Il fenomeno è più forte in altre regioni, ma comincia ad affacciarsi anche da noi, dove sinora , bisogna dirlo, la sanità privata ha lavorato sempre con un’etica e, pure avendo come obiettivo il profitto, conosceva le esigenze dei territori e bene si integrava col servizio sanitario pubblico. Adesso è concorrenza pura e semplice

-Che si potrebbe fare a livello regionale?

-Prima di tutto redigere ed approvare un piano condiviso dalle aziende sanitarie (chi fa che cosa, quali esami possono essere richiesti dal MMG e quali dallo specialista, investimenti in risorse umane)

-Risorse umane che o non ci sono o non sono incentivate

-Certo, ha ragione, bisogna dare piena applicazione agli strumenti contrattuali in essere per premiare il personale impegnato nell’ abbattimento delle liste: attribuzione degli incarichi penalizzando i medici in extramoenia –compreso i direttori di u.o.-; attribuzione delle ore di intramoenia in maniera commisurata all’attività resa istituzionalmente; messa a disposizione delle quote trattenute in percentuale dalle aziende per ciascun medico per l’esercizio dell’attività intramoenia.

C’è anche un problema di rapporto con la medicina di famiglia

Si, va curata l’ appropriatezza prescrittiva (DM 9 dicembre 2015), bloccando sulla piattaforma informatica le prescrizioni inappropriate . tutte cose che la legge impone di fare , ma che non sempre vengono fatte.

Come si può controllare che tutto questo venga fatto?

Con un monitoraggio delle prestazioni. Va costituita una commissione paritetica di monitoraggio dell’appropriatezza , del numero di prestazioni erogate e dei costi sostenuti , sia per la erogazione, sia per i rimborsi ai cittadini. E poi, diciamolo francamente,  vanno istituite premialità e penalizzazioni significative per i DG  e per i singoli professionisti che non raggiungono gli obiettivi assegnati.

Cioè premiare il merito?

Certo, come si fa a pensare che un settore così delicato possa crescere senza adottare criteri di meritocrazia in tutta l’organizzazione?

Sarà, ma questa la vedo difficile. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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