
PIETRO SIMONETTI
Gol è il Programma nazionale per la Garanzia di occupabilità dei lavoratori, finanziato con 4,4 miliardi del Recovery plan, che punta a reinserire 3 milioni di persone nel mercato del lavoro entro il 2025, di cui il 75% donne, disoccupati di lunga durata, persone con disabilità, giovani under 30, lavoratori over 55. Il decreto interministeriale firmato dai ministri Orlando (Lavoro) e Franco (Economia) lo fa partire, assegnando i primi 880 milioni alle Regioni che sono le titolari delle politiche attive, come prevede la Costituzione.
Il testo prevede il riparto delle risorse (il 20% di 4,4 miliardi), e anche il metodo scelto per la distribuzione. In testa c’è la Campania con 124,2 milioni, segue la Lombardia con 99,7 milioni e poi la Sicilia con 98,6 milioni. Ultime tre: Basilicata (9,6 milioni) su 50 milioni complessivi per rioccupare e occupare 30.000 di persone, il Molise (4,6 milioni) e Valle d’Aosta (1,8 milioni).
I criteri applicati e il loro peso percentuale sono cinque:
· la quota regionale di beneficiari del sussidio di disoccupazione Naspi nel 2019 (40%)
· la quota regionale di beneficiari del Reddito di cittadinanza indirizzati ai centri per l’impiego al 30 giugno 2021, al netto di esclusi e esonerati (15%)
· la quota regionale delle persone in cerca di occupazione, media 2020 (30%)
· la quota regionale di occupati, media 2020 (5%)
· la quota regionale di lavoratori in Cig straordinaria, media 2017-2019 (10%)
Disoccupati, percettori di Naspi e di Reddito di cittadinanza pesano l’85%: Campania e Sicilia sono le Regioni con più risorse assegnate. In Campania si concentrano, l’11% dei beneficiari di Naspi in Italia (la Lombardia ha il 12,5%), il 26% dei beneficiari di Reddito, il 15% dei disoccupati, il 7% degli occupati e il 10% di lavoratori in CigS.
Al Sud sono assegnate il 43% del totale (375 milioni), al Centro 22% (190 milioni), al Nord il 36% (315 milioni).
Le Regioni hanno 60 giorni di tempo per presentare un Piano regionale per l’attuazione del programma Gol, così come descritto nel primo allegato al decreto. Sono i cinque percorsi su cui avviare le persone prive di occupazione a seconda del loro profilo. Sarà la stessa Anpal, entro 30 giorni dal ricevimento del Piano regionale, a valutarlo e approvarlo. Solo dopo tale approvazione, le Regioni incasseranno il 75% delle risorse a loro destinate. Il 25% restante solo quando sarà rendicontato l’utilizzo di almeno metà delle risorse assegnate.
Il decreto dettaglia poi gli obiettivi attribuiti a ciascuna Regione e calcolati con le stesse quote di riparto usate per dividere le risorse economiche: 600 mila beneficiari di Gol entro il 31 dicembre 2022, di cui 160 mila coinvolti in attività di formazione e 60 mila in formazione per il rafforzamento delle competenze digitali. La Campania ha 85 mila beneficiari di Gol da raggiungere, la Lombardia 68 mila e la Sicilia 67 mila.La Basilicata 6000. Fermo restando l’obiettivo dei 600 mila – si legge nel decreto – il traguardo minimo è di almeno 300 mila persone da coinvolgere in Gol entro la fine del 2022.
Spetta ad Anpal vigilare sulla “tempestiva, efficace e corretta attuazione” degli interventi regionali. Alla Ragioneria e al suo “Servizio centrale per il Pnrr” va invece il compito di monitorare i “dati finanziari, fisici e procedurali” inviati dalle Regioni al sistema della Ragioneria. Qualora, in sede di monitoraggio e analisi dei dati, emergessero “criticità nel raggiungimento degli obiettivi” – tra 300 e 600 mila beneficiari di Gol entro il 2022 – l’Anpal potrà attivare, con il supporto di Anpal Servizi, “interventi di tutoraggio” delle Regioni in ritardo. Fermo restando il potere del governo di commissariare le Regioni ferme, con i “poteri sostitutivi”. 
Il decreto Gol assegna infine alle Regioni anche i 50 milioni stanziati per il 2021 dal decreto di maggio (73/2021) e messi nel fondo del ministero del Lavoro per il potenziamento delle competenze e la riqualificazione professionale. Si tratta di progetti formativi rivolti a lavoratori in Cig o solidarietà per una percentuale sopra il 30% delle ore e ai percettori di Naspi. La Lombardia è la prima Regione assegnataria con 6,5 milioni. Seguono la Campania (5,4 milioni), il Lazio (4,8 milioni), l’Emilia Romagna (3,98 milioni). Il dato della Basilicata non è ancora noto.
Tenuto conto della situazione in atto in Basilicata, per quanto concerne la situazione del Centri per l’impiego, dell’Arlab e del mancato funzionamento dell’Osservatorio del lavoro, della mancanza di relazioni sindacali tra Regione e Parti sociali, occorre mettere a punto la mobilitazione di tutte le forze di buona volontà e progressiste interessate all’uso ottimale dei 50 milioni, da spendere entro il 2025,per un concreto Piano del Lavoro e ricadute formative e occupazionali. Si rende necessario anche costituire un Comitato di forze e soggetti per la definizione di proposte.
Il decreto è all’attenzione della Conferenza Stato Regioni e degli organismi parlamentari