Sta diventando imbarazzante questo ritardo nell’avvio operativo della Regione Basilicata. L’impressione è che il Governo regionale si sia ”incartato “ nella questione della dirigenza, partendo spedito su una idea buona in teoria ma che nascondeva tantissimi ostacoli applicativi. Che un presidente voglia portarsi un dirigente apicale di fiducia è una cosa lecita, che voglia portarsi l’intera dirigenza con un criterio fiduciario è una cosa che non sta né in cielo né in terra. L’errore di partenza è una profonda sfiducia nella qualità della burocrazia regionale. Insieme a quella decina di persone che sono state al servizio fiduciario della precedente giunta, molti dei quali pResi dall’esterno in un contesto legislativo che né lo consentiva né lo vietava, c’è una classe dirigente che ha operato per l’Ente e non per le persone, e questa classe dirigente non merita di essere ignorata o accantonata. Legittima la lotta politica e la istanza di cambiamento che ogni forza porta con sé, ma questo cambiamento avviene nella cornice di una Amministrazione che va guidata e non sostituita. Qui Bardi è in buona compagnia, giacchè esempi di questa sfiducia verso la burocrazia regionale vengono da varie parti, comprese quelle che sono arrivate con il vecchio governo regionale, fatti venire come i salvatori della patria anche se di eroico non hanno proprio niente. Mi voglio augurare che il Sindacato della Cigl abbia preso un abbaglio rispetto alla questione delle liste di attesa al San Carlo, ma se fosse vero, e cioè se si provasse che questo azzeramento delle liste in novanta giorni sia stato solo un escamotage informatico, allora sarebbe la riprova del grande inganno che si sta consumando ai danni della basilicata, con persone che nascondono la propria inadeguatezza manageriale, vestendola di belle parole e di continui comunicati improntati all’ottimismo. Se questo atteggiamento non cambia, credo che verranno giorni duri, perché il 90 per cento delle professionalità esistenti se ne frega di Pittella, come se n’è fregato di De Filippo e fa il proprio dovere con capacità e imparzialità. I problemi dell’amministrazione ci sono e sono gravi, a partire dalle assunzioni fatte in vent’anni senza uno straccio di concorso, ma chi conosce la macchina amministrativa può affermare senza tema di smentita che ci sono fior di professionisti, la maggioranza dei quali si è limitata a fare il proprio dovere senza orientarsi come i girasoli intorno al sole. Qui, con questa idea di cambiare il modello regionale cominciando dal tetto della dirigenza apicale e non dalla base degli uffici, si vuole non la funzionalità dell’apparato ma la creazione di un giglio magico nel quale far passare tutte le cose più importanti. Lo hanno già fatto in alcuni dipartimenti nel passato , adesso si sta riproponendo il modello per l’intera regione con un Governo nel Governo. Non può funzionare perché il troppo è troppo. Rocco Rosa
IL GOVERNATORE SI E’ INCARTATO
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