IL MISERANDO SPETTACOLO DEI SALTAFILA

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DONATO RICIGLIANO
Ci sono fatti, nella vita di una comunità, che costituiscono uno spartiacque incancellabile, e la pandemia che ci affligge da oltre un anno ne è certamente uno. In tali circostanze, dovrebbero emergere solidarietà, equità, attenzione per tutte le persone, in particolare per quelle più vulnerabili. D’altronde, “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge”, tranne, però, che in qualche sperduta contrada del Belpaese, in cui le dicerie raccontano che  alcuni cittadini, non appartenenti alle cosidette categorie fragili , nè agli anziani  over 80,  sono stati selezionati, non si sa bene per quale ragione, per ricevere, impropriamente, la vaccinazione anti Covid.
Siamo in presenza, è chiaro a tutti, di un’insopportabile ingiustizia, che rivela fino in fondo l’infima qualità di consorterie politiche che, rispetto alla tragedia, distinguono uomini e donne di questa collettività, scelgono amici, parenti e clienti, discriminando la stragrande maggioranza, in barba a qualunque condizione patologica personale e indifferenti a qualsiasi sensibilità etica. Ciò, a danno di altri cittadini dello stesso comune . Come se non bastasse, qualche politico da operetta minaccia umoristiche denunce e ritorsioni, alleggerite, tuttavia, dall’antica saggezza orientale, che si traduce, spesso, in massime intramontabili sotto ogni cielo e così, a proposito di etere, “quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito”, se conviene.
La luna è, lapalissianamente, la regolare somministrazione del vaccino a garanzia della salute di tutti, violata dall’inoculazione dell’antidoto a soggetti privi dei necessari requisiti, perché non ottantenni né affetti da gravi patologie. È il solito metodo di qualche bertoldesco mestierante della politica, che travisa fatti e circostanze, blaterando di risibili idiozie.
Per i fatti raccontati alla Procura della Repubblica, appunto presunte indebite vaccinazioni, ove mai si trattasse di “voce del sen fuggita”, non è sempre vero che “poi richiamar non vale”, soprattutto se le parole vengono ad arte alterate con lo scopo di paciugare e lavarsene le mani, ricorrendo allo scaricabarile, antica, nobile “virtù” tutta italica, similmente a quella del salire sul carro del vincitore o del si salvi chi può, quest’ultima, come ai tempi del terremoto del 1980.
L’obiettivo di chi scrive non era, apoditticamente, il personale sanitario che si è prestato all’inoculazione dei vaccini, ma i MANDANTI, coloro cioè che, in spregio a qualsivoglia opportunità morale ed etica, hanno consentito che ciò, ove mai fondato, accadesse, evidenziando un incommensurabile livello di abiezione personale. Che abissale distanza col Presidente della Repubblica, che, compostamente, attendeva il proprio turno in un’improvvisata astanteria prima di ricevere la dose che gli spettava, per non dire dello stesso Presidente Draghi e consorte!
Qualche giorno fa, sul Corriere della sera, leggevo che il Gen. Figliuolo non si capacitava di come i promotori del “salta fila” potessero dormire sonni tranquilli; non se ne stupisca Generale, giacché la coscienza di tali soggetti si è dissolta per antica abitudine al favore individuale. Sempre alcuni giorni fa, il capo del Dipartimento della Protezione civile, Curcio, invocava norme di guerra, perché, a suo dire, questa contro l’esiziale virus è una guerra terribile.
Ergo, se si applicassero tali norme agli anonimi, inverecondi responsabili di questo delitto etico, credo che essi rischierebbero una pena severissima, perché, nella circostanza, si è in presenza di comportamenti che potrebbero causare la morte di persone fragili a cui il medicinale non è stato ancora somministrato. Si badi bene, non parliamo di vaccini antinfluenzali, ma di SALVAVITA. Che diremmo se un nostro concittadino non vaccinato trovasse la morte a causa del virus, perché insignificanti, lillipuziani politici senza scrupolo hanno privilegiato amici e parenti? Forse parole di circostanza, forse espressioni rituali di cordoglio, nient’altro, giacché la rabbia, la solidarietà, la protesta condivisa sono andate in soffitta, dalla fine degli anni Settanta del secolo scorso, sostituite dal rampantismo, dall’occupazione del potere a ogni costo, dal carrierismo, dalla scomparsa del senso della comunità, locale o nazionale che sia, dalla morte del senso dello Stato e dall’affermazione di mediocri individui disposti a tutto pur di galleggiare. Il craxismo, le sue clientele pletoriche e la spregiudicatezza dell’azione politica, insomma, non sono mai finiti e i suoi epigoni, infiltrati in quasi tutte le formazioni politiche, imperversano impuniti, con l’aggravante di un esemplare pressapochismo, incapaci di una visione e di un progetto di rinascita endogena di comunità come la nostra.
Che spettacolo miserando sèguita a offrire la politica, a tutti i livelli, visto che comportamenti analoghi sono avvenuti in innumerevoli località della penisola! Il putridume diffuso e alimentato da certa subcultura politica, e in senso lato, non cesserà mai se in questa Italia di inizio millennio non rinascerà una vera alternativa politico-culturale di contenuti e di metodi, a ogni livello, sui quali conto di tornare in futuro.
Parole vuote, dirà qualcuno o dire a nuora perché suocera intenda, dirà qualcun altro. Meglio scrivere, invece, che ai saltimbanchi di un tempo, che allietavano piazze e fiere, si sono sostituiti i salta fila ad hoc generati da poveri, tristi cacicchi di paese, ma una lezione dovremmo tutti trarre da quanto dolorosamente colpisce l’Italia intera: rilanciare la sanità pubblica con investimenti cospicui, rafforzare la medicina territoriale, statalizzare settori fondamentali come l’industria farmaceutica, potenziare la ricerca e rimettere l’uomo, non il profitto al centro dell’azione politica, perché anche la devastazione del pianeta è causa di questo tsunami virale che rischia di non rimanere isolato. Come dice l’illustre sociologo elvetico Ziegler, “o distruggiamo il capitalismo o lui annienterà noi”. Last but not least, consiglio ai salta fila, colpevoli in forma lieve, di recarsi dagli investigatori e riferire i nomi degli esponenti politici che hanno promosso, molto colpevolmente, indebite vaccinazioni-
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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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