IL PIANETA OSCURO DELLE ESTERNALIZZAZIONI REGIONALI

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Due errori della sinistra al potere  hanno provocato effetti di grande stravolgimento sociale oltre che l’allontanamento dei cittadini elettori da quello che storicamente era il paartito dei lavoratori: la precarizzazione dei rapporti lavorativi ( una perla di Matteo Renzi) e la esternalizzazione di pezzi di attività della publbica amministrazione. Il combinato disposto di queste due leggerezze hanno creato un clima di incertezza, di non conoscenza del futuro e di sfruttamento salariale che hanno hanno cancellato ogni ipotesi di futuro nella mente di molti giovani, diventando un disincentivo per il loro contributo alla natalità. Ora , con le batoste elettorali, è arrivato anche l’autocritica di partiti e sindacati, i primi per essere stati autori di questi misfatti, i secondi per non averli saputo contrastare con energia. Su queste cose portiamo come esempio il contributo di Pietro Simonetti, riguardo alla fine che hanno fatto le esternalizzazioni alla Regione Basilicata. R.R.

PIETRO SIMONETTI

La Regione Basilicata ha molti servizi appaltati per esternalizzazione. Si procede dalle attivita’di sicurezza e vigilanza, portierato, al Contat Center, per arrivare all’archivio e poi via via agli altri servizi.

Somme importanti, lavoratori pagati poco e sevizi inadeguati.
Al tempo delle privatizzazioni, della telefonia, delle autostrade, e poi dei servizi esternalizzati dai Ministeri e dalle Regioni si raccontava che il pubblico “sprecava è non dava servizi decenti” mentre il privato faceva risparmiare ed era efficiente.
Si è visto esattamente il contrario , con le autostrade, con la telefonia, con il sistema bancario e tutto il resto.
 Una montagna di profitti per i privati e un colossale ripianamento da parte dello Stato a partire dalle Banche.
La realtà lucana, a parte le Banche, compresa la tesoriera della Regione,  non poteva essere diversamente:  stesse dinamiche e stessi risultati di aumento dei costi e abbassamento della funzionalità dei servizi. 
Nel 2006 fu proposta una società mista per la gestione della guardiania degli uffici regionali per abbassare i costi ed un diverso utilizzo degli operatori che non avevano bisogno delle armi. Accordo stipulato e delibera pronta. Si opposero l’allora dg  di Sviluppo Basilicata, Raffaele Ricciuti e l’amministratore della Ronda, Petrone, poi finito nella polvere per mano giudiziaria. Il conto e’presto fatto : si potevano risparmiare circa due milioni. 
La storia del Contact center della Regione parte dalla esigenza nel 2002 di dotare il territorio di sevizi di prenotazione ed informazione. Operazione necessaria anche per salvare i didendenti della King kom e stabilizzare lavoratori socialmente utili. Dopo lotte e resistenze la Giunta , sia pure parzialmente, riuscì a far vincere la tesi che il privato è più bello. 
A distanza di un ventennio siamo arrivati al punto che esiste una guerriglia ai Tar per il Contact e il dormiveglia per la vigilanza e gli archivi. 
L’idea iniziale di offrire servizi ai cittadini, in regime di interlocuzione telefonica e web, è rimatsta confinata alle prenotazioni sanitarie. Quelle istituzionali sono state  sostituite con il trasferimento del personale negli uffici della regione (su 120 dipendenti della struttura privata, in lotta all’ultimo ricorso, 59 unità lavorano per altre missioni negli uffici dei Dipartimenti). 
L’ultima gara è stata assegnata con un ribasso del 27%. Questo significa che internalizzando i servizi, compreso quelli della vigilanza, alla Regione si risparmierebbero alcuni milioni all’anno. 
Una struttura semplice servizi e sicurezza non da creare ma da accorpare. Niente più gare per nutrire il contenzioso al Tar o per altri costi e rendite.  Questo vale anche per gli archivi e la documentazione della Regione. Ma con questi chiari di luna è difficile imamginare che il trend possa invertirsi. Primo perchè non si discute adeguatamente su come il pubblico debba recuperare efficienza, portando risultati anche nella gestione delle manutenzioni internalizzate come pure alcuni Sindaci sono riusciti a fare. E secondo perchè pur magnificando il ruolo manageriale di molti dirigenti, in realtà non si riesce a metterli veramente alla prova circa la capacità di far funzionare i servizi e di portare i risultati. Il tutto è sulla fiducia, prima e dopo.
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