IL PIANO STRATEGICO REGIONALE E LA SIBILLA CUMANA

0

Un anno fa l’annuncio di una imminente presentazione del piano strategico regionale  avrebbe rappresentato il segnale forte di un Governo regionale che, pur con  ritardi collezionati da un difficile esordio politico frutto di non conoscenza del territorio, si accingeva a partire col piede giusto di un disegno programmatico di sviluppo. Oggi rischia di essere, più che un quadro di insieme , una cornice che cerca di aggiustarsi al quadro che si va formando nella realtà, sotto la spinta congiunta di un accentramento delle decisioni a Roma, di una interlocuzione diretta con i Comuni e di una attività propositiva-progettuale delle grandi organizzazioni imprenditoriali. Accentramento romano che già ha visto prendere decisioni importanti sul piano ferroviario e che si sta dispiegando in silenzio anche su quello delle infrastrutture stradali, via Anas, così che ,come Regione, saremo chiamati  a dire come la pensiamo a scelte fatte, in nome di una consultazione e non di una concertazione. L’altra linea di azione, per niente tenuta nascosta dal presidente Draghi, è quella di una cessione di responsabilità ai Comuni, sulla base di Bandi di finanziamento da parte dei Ministeri che indicano obiettivi , priorità e metodi, così che alla Regione viene riservato un compito di coordinamento del tutto, con l’aiuto di professionalità specifiche che Roma manda per questa incombenza.  In questa triangolazione di competenze fra Roma, le Regioni ed i Comuni, i grand commis di Stato e le grandi aziende pubbliche-private si muovono per i fatti loro, cercando di arrivare alla torta dei finanziamenti senza passare per livelli decisionali decentrati, ma direttamente con l’attività lobbistica nella Capitale, così che il futuro di Eni o di Stellantis  ce lo troveremo già scritto, prima che un piano strategico possa ipotizzarlo. La grande manifestazione organizzata, per il 22 a Potenza, dalla Confindustria di Basilicata, che mai come adesso sa muoversi a livello nazionale in funzione di precise scelte industriali, ha il significato di trasferire su Potenza la strategia già messa a punto da una imprenditoria organizzata che non perde tempo in chiacchiere e  lavora  sottocoperta per disegnare un tipo di industrializzazione che punti su una strategia di transizione ecologica ed energetica, il cui indotto sia ben visibile in Basilicata. Ora, delle due l’una: o gli estensori del piano hanno già consapevolezza di queste scelte e allora hanno preparato una cornice su misura per cose già decise , oppure hanno ricalcato il vecchio e desueto metodo  di un piano aperto , con un ventaglio ampio di possibilità, onnicomprensivo che richiede una  dispendiosa sintesi politica da consumarsi nelle sedi decisionali istituzionali, con tutto quello che ne consegue in termini di rivendicazioni territoriali.  In tutto questo , va preso atto che il ruolo programmatico della Regione non si è esplicato nei tempi giusti , un po’ per ritardi propri, molto per volontà del Governo di ritagliare per sè un potere decisionale assoluto, riducendo il protagonismo delle Regioni. Il miracolo di Draghi è che , come nella scuola dove gli alunni giocano a nascondersi per non essere interrogati, nessuno alza il dito per dire al professore che non è d’accordo con questo metodo di funzionamento . Comunque , per chi voglia sapere che cosa veramente si sta preparando, il 22 di novembre, presenti il presidente della Confindustria Bonomo, i ministri Carfagna e Giorgetti, è la  data scelta dalla Sibilla Cumana, quella che sussurrava agli Dei, per un primo vaticinio sul nostro futuro di lucani. Rocco Rosa

Condividi

Sull' Autore

Avatar

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

Rispondi