IL POTENZA PERDE UN VECCHIO LEONE

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Giovanni Benedetto

Il posto di tribuna centrale assegnato al dott. Tommaso Genovese, domenica resterà vuoto, era il suo sediolino che prenotava ogni anno, e che, abitando in provincia di Salerno, l’occupava quando non aveva impegni di lavoro.
In sua assenza lo cedeva a qualche amico, non solo, ma si preoccupava anche di donare alcuni  abbonamenti a chi non poteva permetterselo.
Una forma indiretta per aiutare anche le casse del Potenza.

Tommaso, come i giovani di adesso, ha conosciuto l’emigrazione intellettuale già quarant’anni fa, quando andò a lavorare nella sanità pubblica campana e dove ha deciso di restarci anche con la sua famiglia.
Essendo un figlio di Potenza non ha mai interrotto i legami con la sua città, i suoi affetti e col suo Potenza.

Era attaccato in modo viscerale.
Il calcio è stato la sua passione, il suo sport preferito, da ragazzo  l’ha pure praticato nei tornei giovanili nella squadra di città della Frassati.
Il Covid l’ ha portato via, sabato scorso, lasciando sorpresi tutti gli amici e tifosi che l’hanno conosciuto, soprattutto i suoi coetanei e gli ex ragazzi del “rione francioso”.
Il Potenza l’ha sempre seguito fino da adolescente, quando andava al Viviani, in serie B, a sostenere e incitare              ” l’attacco raffica” insieme ai suoi amici del primo club organizzato  di tifosi  ” Club de I Fedelissimi” di cui faceva parte.

Quando rimembrava quegli anni non mancava di esaltare le doti di Rosito o “R’snella” come amava chiamare il calciatore più rappresentativo del Potenza miracolo.

Il Potenza, ha rappresentato incessantemente  il cerino che ha infiammato il suo cuore, e il Viviani è stato il luogo dove ha esternato e manifestato vistosamente il suo innato attaccamento ai colori rossoblù.
Tante le emozioni e le sollecitazioni che il suo cuore ha dovuto sopportare per la squadra che, ciclicamente spariva e appariva dai riflettori del calcio nazionale.

 La lontananza dal Viviani era una sofferenza, avvertiva un vuoto, che lo colmava  contattando  direttamente la rete di amici che lo tenevano informato, non solo sul risultato, ma nei particolari di ciò che accadeva al Viviani, durante la partita e la settimana.

Da quando è nato il  “gruppo cuori da leone” non ha esitato un attimo a farne parte.
È stata una presenza attiva, costante   creando  un filo diretto con gli amici anche grazie ai social.
Un contatto quotidiano per parlare di tutto: l’organico, le analisi del post partite,  le campagne acquisti e cessioni, la società e le sue strategie, le iniziative benefiche che il gruppo ha  intrapreso in questi anni, di cui Tommaso è stato il maggiore sostenitore.
Una bella testimonianza sono i commenti equilibrati e competenti che ci ha rilasciato nelle recenti trasmissioni radiofoniche.
Da oggi saremo anche noi  orfani di un amico, ma arricchiti di avere conosciuto una bella persona che in poco tempo ha guadagnato la stima e il rispetto di tutti.

* la foto di copertina è stata tratta dall’archivio fb del museo del Potenza

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Sull' Autore

Giovanni Benedetto

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Fuori dal mondo produttivo, mi sento un cittadino libero e curioso, che osserva con attenzione la realtà che mi circonda. Attento al comportamento della politica e delle istituzioni e alle decisioni che esse assumono e che incidono sul nostro destino , sensibile ai fenomeni e ai cambiamenti che attengono la nostra società: comprese le virtù e le miserie che essa esprime; sempre raffrontando il presente col passato per schiarire meglio la visione del futuro.

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