IL TEMPO DELLE SCELTE E LA POLITICA

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pinuccio rinaldi

Siamo a fine febbraio, le date per le elezioni regionali della Basilicata sono state fissate per il 21 e 22 Aprile, quindi siamo a meno di due mesi dall’evento. Quello che agli elettori oggi è dato scorgere sull’argomento è una condizione di assoluta impreparazione alla loro corretta esecuzione. Essere chiamati al voto, vuol dire esprimere una valutazione di approvazione o dissenso sull’offerta politica che ogni gruppo che vi partecipa si fa carico di offrire agli elettori. Purtroppo come è possibile verificare nessun partito o aggregazione di essi, ha sino ad oggi presentato uno “straccio” di programma, quello che si vede è una continua lotta fra le parti per stabilire il personaggio che dovrà rappresentare il partito o il gruppo nella competizione. Ora cercare prima la figura che meglio può tradurre in atti concreti il programma e solo dopo generare il migliore programma idoneo a risolvere i problemi, significa invertire il processo logico. Infatti non è possibile stabilire chi deve fare le cose, senza avere prima stabilito cosa fare. Questa insana condizione è purtroppo perpetua ed accomuna tutte fazioni politiche. Ora al netto di tutte le possibili dinamiche politiche dei partiti e gli interessi personali dei vari attori che vi partecipano, non si capisce l’utilità di introdurre nel sistema l’errore di stabilire prima l’uomo e poi il programma. Questo errore mai considerato e mai eliminato ha determinato il risultato di avere una regione sofferente di tante carenze, ed impietosamente collocata agli ultimi posti delle varie graduatorie, a dispetto di tutte le sue risorse. Ora è il tempo delle scelte! La politica come l’elettore, entrambi attori di questo processo di scelta, se vogliono portare la BASILICATA fuori dalle condizioni di sofferenza e di carenza, devono solo rispondere ad un unico imperativo, dare una offerta politica “corretta” ed ottenere una scelta “ragionata”. Oggi è un continuo parlare di autonomia differenziata e della paura che essa possa portarci ad un peggioramento delle condizioni, senza considerare che già senza di essa siamo in sofferenza e carenza, e che tutto questo dura da lungo tempo, basta ricordare che la cassa per il mezzogiorno fu introdotta il 10-08- 1950 e se non siamo mai venuti completamente fuori dalla condizione di sofferenza e mancanza è soltanto perché la politica e l’elettore non hanno mai dato, rispettivamente una corretta offerta politica ed un voto di risposta ragionato. 
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Sull' Autore

Sono nato a Bernalda il 04-02-1947 e qui vivo. Ho studiato presso l’università di Salerno e nel periodo lavorativo sono stato un quadro di Telecom Italia- Sono felicemente sposato con due figli e sono nonno di due ragazzini. Sono stato presidente di cooperativa edilizia, consigliere di amministrazione di un giornale locale, gestisco la mia azienda agricola, ed amo la pesca e la musica classica. Mi interessa la politica e ne analizzo i fatti per quello che ne sono capace.

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