
Chi segue questo foglio on line sa che da molti e molti mesi parliamo del golpe strisciante che la Lega sta ponendo in atto attraverso la trattativa sull’autonomia regionale. Mentre lui , Salvini, distrae l’attenzione su quelli che vengono dall’Africa, la sua collega Erika sta preparando l’Italia a due velocità, con le Regioni trainanti che , nella richiesta di gestire in autonomia 23 materie di competenza, contano di trattenere sul territorio qualcosa come il 90 per cento del gettito fiscale che il territorio produce. Si ripete ,a quasi cinquant’anni dalla istituzione delle regioni, quello che è successo negli anni 70, con il famigerato dpr 616 , quando nella ripartizione della spesa sociale si ancorò il tutto al principio dell’esistente, con il risultato che chi teneva mille asili se li è tenuti con i soldi trasferiti e chi ne teneva dieci ha dovuto fare lo stesso. Questo per gli asili, ma siccome il sociale si estendeva a tante e a tante attività ( dall’assistenza, ai centri per anziani, ai servizi di prevenzione, alle strutture riabilitative) la conseguenza fu che chi aveva i servizi se li è tenuti, chi non le aveva è rimasto col cerino in mano, dovendo la regione coprire da sola la strada per colmare la distanza con la rete di servizi esistente nelle altre regioni. Allora tutto il meridione subì una fregatura colossale, per via della mancanza di un meccanismo di redistribuzione, che solo molti anni dopo fu introdotto come criterio per colmare il divario tra le regioni attraverso la spesa europea, che ha inquadrato le diverse velocità con cui le regioni procedevano ed ha creato meccanismi di riequilibrio. Oggi dunque c’è l’ennesimo tentativo del Nord egoista di fare la stessa operazione con i tributi erariali, e questo tentativo si avvale di un clima politico eccezionalmente favorevole , con la Lega che si professa italiana per necessità ma che rimane nordista geneticamente , e un Cinquestelle che non si rende conto nemmeno della partita che si sta giocando. Se il Sud si sveglia da questa paralisi che l’ha colpito, può darsi che il pericoloso tentativo leghista venga riportato sui binari che percorrono l’Italia unita; continuando a dormire invece le ricchezze e i gettiti tributari correranno sulle autostrade e sulle ferrovie del Nord. Dire che questa partita è il banco di prova dei cinque stelle, e della loro capacità di difendere i cittadini più deboli, è dire una ovvietà. Meno ovvio il fatto che queste scelte di campo non vengono aiutate da chi mette insieme strumentalmente gialli e verdi senza riconoscere che questi due colori rappresentano le due facce della medaglia italiana. La gente non vive di dibattito politico, vive di fatti e di atti che si compiono nel suo interesse. Rocco Rosa