IL VENTO DEL NORD ED IL VENTO DI CASA

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Anni fa, all’inizio di questa brutta storia del vento, scrissi un articolo che iniziava così: “In alto Adige l’elettricità costa pochissimo ai cittadini perché i Comuni si sono fatti da anni imprenditori pubblici, con società di cui o hanno la totalità del capitale, o hanno la maggioranza del capitale. Vale nell’idroelettrico, nel fotovoltaico e, in questi ultimi tempi nell’eolico.
In Basilicata noi facciamo come i parcheggiatori abusivi, dottò c’è posto lì, grazie dottò! E mettiamo un soldo in tasca. Ci siamo venduti il sottosuolo, regaliamo l’acqua e abbiamo donato le colline a quelli che vengono dal Trentino e ne sanno più di noi .
E’arrivato il business del vento ed enormi pali di società altoatesine si sono piazzate sul territorio collinare, tra la felicità degli agricoltori che non hanno visto di meglio che fittare o vendere il proprio terreno e la gioia dei Sindaci, cui non pareva vero di strappare qualche contributo per la festa patronale o la misera tassa di occupazione del suolo.”

Non è stato un articolo fortunato, lo riconosco. Perchè mentre io pensavo a come rendere pubblico questo bene, attraverso società come la Sel che dovevano intervenire in questo settore, molti hanno pensato a come sostituirsi ai friulani e agli altoatesini, facendo società su società e mettendo le pale pure lì dove si sono i Santuari. E dunque, prima una palificazione immensa a nostra insaputa, e poi un surplus di palificazione a  convenienza privata, hanno determinato lo scempio che conosciamo e la necessità di arrivare a sanare con leggi il surplus di potenza installata.  Ieri , riferendo su una ricerca dell’ASvis sullo sviluppo sostenibile, abbiamo visto come la Basilicata venga segnalata come la regione che in termini percentuali ha la più estesa rete di pale eoliche e la maggiore potenza produttiva. Avessimo lavorato con società pubbliche, come hanno fatto le municipalizzate del Nord, avremmo oggi introiti da investire , nuova occupazione, un settore florido che guadagna sulle energie pulite e una minore devastazione del paesaggio perchè almeno il pubblico avrebbe usato maggiore accortezza nella localizzazione degli impianti. Invece oggi la metà del reddito va alle casse del Nord e l’altra metà va in tasche private di chi si è trovato al posto giusto nel momento giusto, a fiutare l’aria del vento che cambiava direzione e diventava un vento di casa. L’inchiesta di Basilicata 24 squarcia le nuvole che coprivano le pale e le fa vedere in 3D. Chi vuole cambiare ha un nuovo argomento da approfondire: come rendere le risorse un beneficio per tutti ( il fotovoltaico nelle aree industriali fatto da SEL e ASI sulle decine e decine di capannoni post terremoto per esempio) non un affare per pochi. Inceneritori, petrolio, e zone ventose hanno visto finora  la comunità regionale perdere ricchezza e riceverne danni. Sfruttati come gli indios d’America. Rocco Rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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