QUELLA CORSA SOTTO UN CIELO SABBIOSO

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Il telefono mi squilla mentre mi sto alzando dalla mia scrivania a Matera, dopo aver chiuso tutto. Sto per tornare a casa. Ormai le giornate si sono allungate e posso partire anche oltre le 18:30 sicura di viaggiare con la luce, come preferisco. Dalla finestra il Sasso Barisano e un pezzo di Murgia mi guardano sornioni, tanto torni, pensano.

Dall’altra parte c’è il candidato Sindaco in persona.Dove sei? Ti ricordo che entro stasera dovresti portarci l’accettazione formale della candidatura. Il modulo va ritirato lì, poi devi compilarlo così e cosà e poi far autenticare la firma al Comune, al Mobility Center“.
Panico.
Ma io sono a Matera, pigolo.
A che ora chiude il Comune?
Alle 20:00

Ed è così che inizia la mia candidatura ufficiale per un posto da Consigliere Comunale a Potenza: con una corsa contro il tempo per arrivare da Matera prima alla libreria delle mie amiche Senzanome, poi al Mobility Center.
In mezzo, c’è di tutto.
Ad esempio ci sono le orde di turisti che ormai invadono i Sassi ad ogni ora del giorno e della notte, e sembrano contrariati all’idea che la strada nella quale passeggiano con calma godendosi il panorama della “calcarenite in forma di case” in realtà sia una rotabile, nella quale potrebbero passare anche autovetture. Tipo la mia. Si scansano con calma, talvolta solo se sentono un colpetto di clacson. No ma fate pure, eh. E scusate.

Poi c’è la Basentana, una strada per fortuna poco trafficata in tutte le stagioni, e con una quantità di deviazioni per lavori in corso non minima ma comunque tollerabile (alcune sono deviazioni storiche, stanno lì da anni, mi mancheranno quando finalmente i lavori saranno finiti – se mai sono cominciati). La strada scorre sotto le ruote, macino i chilometri cercando di non guardare l’orologio. Il cielo sopra di me è oleoso e grigiastro per una perturbazione di scirocco che arriva dritta dall’Africa e ha già scaricato nei giorni scorsi palate di sabbia, delle quali anche la mia macchina è ricoperta. Se a questo aggiungiamo il contributo dei moscerini e quello – ben più consistente – delle rondini / piccioni / tortore di città mi ritrovo una macchina veramente poco dignitosa per una candidata. Lo penso e mi viene da ridere all’istante, rido da sola come una scema ma almeno non sto lì a contare quanto mi manca e farmi venire l’ansia.

Penso che forse me la ricorderò, questa corsa. Forse è l’inizio di qualcosa o forse no, forse è solo una delle tante esperienze fatte in vita mia. Tutto è iniziato qualche mese prima, quando ho conosciuto il gruppo di persone che si candidava alle elezioni regionali. Un colpo di fulmine: finalmente cittadini che parlavano la mia stessa lingua, che non guardavano con sufficienza i nuovi arrivati, un gruppo nel quale nessuno ti chiedeva a quale quota / padrino / capobastone appartenevi. Un posto dove tutti ascoltano tutti, nel quale – finalmente – le idee non sono solo un cosa, ma anche un perchè e un come. Un gruppo con una visione di futuro. Quando si è costituito un comitato anche per le comunali, e sono stata chiamata a partecipare e poi a candidarmi, non ho avuto alcun dubbio. Contavano solo le mie idee e il contributo che potevo portare, la mia esperienza, i miei pochissimi talenti.

In quella corsa sotto quel cielo di sabbia ho pensato – e ci penso ogni giorno – alle persone che mi hanno insegnato cosa sia la cosa pubblica, l’amministrazione, la politica come azione concreta in mezzo alle persone per cambiare le cose, per cambiare il piccolo pezzo di mondo che si può cambiare.
Leonardo Cuoco.
Cecilia Salvia.
Alberto Cottica.
Antonio Luongo.

Qual è il percorso più breve arrivando dall’autostrada per arrivare a via Cavour? Penso alle associazioni che ho frequentato, poco e male, ma che invece mi hanno dato tanto. Le associazioni che ho fondato, quelle fallimentari e quelle attive. Ce l’ho un documento di identità, appresso? Sì, mi pare di sì. Le cose che ho portato alla mia città e quelle che ho avviato e poi si sono fermate, nonostante tutto. La pazienza, la rabbia, il desiderio di una città diversa, la voglia di sognare e lavorare perchè il sogno di realizzi. L’ho visto succedere, so che è possibile. Speriamo non dobbiamo fare i manifesti, vedere la mia facciona in mezzo alla strada non credo lo tollererei.

In mezzo a questi pensieri confusi arrivo. Parcheggio sul marciapiede in stile Gomorra ed entro sparata come una pallottola dentro la libreria. Stefania sta parlando con un cliente e continuando a parlare mi da il documento che mi serve, manco ci salutiamo, tanto non c’è bisogno, basta uno sguardo. Altra corsa in mezzo al traffico e parcheggio davanti al Mobility Center che sono le 19:55. Prego che il mio orologio vada avanti e mi fiondo negli uffici. Dietro la scrivania, una mia compagna di scuole delle elementari (il vantaggio della piccola città e delle relazioni corte), che abbraccio con gioia. Ma allora è il karma, dai. Tutto fatto in pochi minuti.

La corsa – quella vera – può iniziare.

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Sull' Autore

Ida Leone

Esperta di Fondo Sociale Europeo e delle politiche della formazione e del lavoro. Mi interesso anche di fenomeni di innovazione sociale e civic hacking: open data, wikicrazia, economia della condivisione, creazione ed animazione di community di cittadini. Sono membro del gruppo di lavoro che ha portato Matera a Capitale europea della cultura per il 2019. Sono orgogliosamente cittadina di Potenza e della Basilicata, e lavoro e scrivo per migliorare il pezzetto di mondo intorno a me.

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