IL VOLO BASSO DELLA CITTA’ DI POTENZA

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Se il centro storico di Potenza non riesce a mettere insieme una prima classe delle scuole elementari, questo vorrà dire qualcosa che non sia attribuibile alla prima giustificazione a portata di mano, come il decremento demografico. Significa che il centro storico  non ha futuro , che non attrae coppie giovani e che è destinato a diventare un borgo di soli anziani. Sono le conseguenze di disastrose e scellerate scelte del passato che hanno trasferito la residenzialità fuori dal centro storico dove non si poteva forse buttare altro cemento, ma si poteva ristrutturare, migliorare, portare i servizi ed una qualità di vita decente. Una operazione di trasferimento forzato delle attività commerciali, dei servizi, degli uffici in periferia che ha ridotto la parte più nobile della città a vivere di un forzato isolamento, perdendo tutto l’appeal che attraeva famiglie della città e del circondario.  Certo non si può dare la colpa a questa Amministrazione di quello che è successo, ma la si può imputare per quello che non succede. E cioè per l’inazione rispetto ad un tema che è rimasto come un foglio in bianco all’esame  e che dimostra solo l’impreparazione di questi nuovi governanti, i quali o studiano in silenzio le soluzioni e  speriamo ce le presenteranno  prima che finisca la consiliatura, oppure  non hanno idea di quello che si potrebbe e dovrebbe fare in termini di creatività, di scelte urbanistiche, di riuso degli edifici, di creazione di nuove funzioni urbane specifiche per un centro cittadino. . E anche quelli che dall’opposizione gridano allo scandalo per questa prima classe che non si riesce a formare in quel di Via del popolo,non sembrano guardare più in alto degli altri, suggerire, proporre, dibattere, portare esempi, incalzare.  Sembra, questa nuova gestione politica , da dovunque la si guardi, la quotidiana narrazione di una gestione condominiale, che mira a far funzionare un pò meglio quello che c’è, magari anche con i soldi che sono pochi, e che tira a campare con piccoli lavoretti, qualche taglio d’albero, il camion  che passa a fare rattoppi alle mulattiere cittadine, la raccolta differenziata che  ,grazie all’ex assessore Coviello della passata amministrazione, si è in qualche modo realizzata in versione abbastanza dignitosa. Ma, la città è sospesa nel suo divenire, un libro che dovrebbe essere aperto e che invece non registra alcun impulso di creatività, di immaginazione, di progetto. L’Università, la nuova facoltà, il riuso degli edifici, il ritorno degli uffici di prestigio, i nuovi collegamenti rapidi verticali , la città che si apre di sera, le cultura che si organizza non entrano in consiglio comunale, neanche per un dibattito preliminare su che cosa teoricamente andrebbe fatto. E questo nonostante la buona volontà di alcuni imprenditori di scommettere sul “salotto buono”, che esteticamente è bello come le più belle cose antiche, ma che non è”vissuto” come lo era una volta, con le istituzioni che facevano da polo di attrazione, con una residenzialità che era fiera ed orgogliosa di vivere il “centro città”, con  la  vita serale che si  consumava tra lo struscio e le trattorie, le riunioni di partito e le assemblee comunali e provinciali. Niente, si è deciso di trasferire la città in periferia e non si vede neanche uno straccio di volontà di affrontare il tema di come andare avanti guardando indietro. Quelli di prima, di molto prima, hanno ammazzato la città, alcuni sapendo di farlo altri per incapacità di percepire che cosa si muoveva dietro lo scenario;questi di oggi la stanno seppellendo semplicemente . Non è a loro che si può chiedere un miracolo.

 

 

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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