Un fatto non secondario nelle dinamiche che portano al voto regionale è dato, per la compagine di centrodestra, dal nuovo atteggiamento che la lega sta assumendo sia a livello nazionale che locale e che cioè non ha più alcun interesse ad un gioco di squadra che resusciti Berlusconi o che mantenga in piedi la Meloni, ma sta cercando di imporsi come partito unico cui non interessano le ammucchiate né il recupero della classe dirigente che ha fatto il suo tempo. In questo mese e mezzo, c’è stato una identificazione del popolo di centrodestra con l’atteggiamento gladiatorio di Salvini, un po’ per la storia dei migranti, molto per quel linguaggio che usa e che titilla il celodurismo italiano fino all’impazzimento. Siamo arrivati ai braccialetti azzurri con la scritta Salvini che persone ritenute moderate e tranquille ostentano con orgoglio, come segno di appartenenza ideale ad un leader e ad un progetto. Si ripete la storia di Berlusconi, ma più a destra , con un linguaggio più ruspante e con obiettivi che puntano verso l’uomo solo al comando. Tutto il resto è in disfacimento, il centrodestra inteso come ceto politico che ha governato finora e il centrosinistra per quello che ha combinato in questi anni . Non conosco i sondaggi ma il profilo greco del mio naso è abbastanza esteso da percepire che la Lega non scherza quando anche in Basilicata dice che può andare da sola, non nel senso di poter vincere da sola ma in quello di portare i suoi rapprentanti in Consiglio regionale, laddove, con una possibile vittoria dei cinque stelle si riproporrebbe lo scenario che ha portato all’accordo di governo nazionale. In altri termini, Pepe, il leader territoriale della Lega, anziché ridare fiato a personaggi che ormai l’elettorato sta levando di torno, preferisce dare una mano a ripulire l’intero teatrino politico, rinnovando profondamente sia dal punto di vista generazionale che da quello ideologico il volto della destra lucana. Da qui la durezza della posizione: o ci venite appresso con formazioni rinnovate , oppure andiamo da soli , sapendo che un candidato Governatore della lega comunque è pagante, perché è il solo in grado di mettersi in sintonia con i sentimenti che oggi un popolo arrabbiato esprime. Ecco perché il solo che può sperare di interpretare un ruolo consono al percorso della Lega in Basilicata è il rappresentante di F.lli D’Italia, Gianni Rosa, che non ha mai fatto sconti al Pd su scala regionale , attaccando Pittella sia che facesse bene sia che facesse male. Ha giocato duro ed oggi potrebbe ottenere qualche vantaggio competitivo. Gli altri pretendenti semplicemente non esistono nel calcolo delle probabilità di un centrodestra nel quale chi dà le carte è Salvini. Rocco Rosa
IN BASILICATA LA LEGA SI COMPORTA DA PADRONA
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