IN REGIONE SI LITIGA SULLE PUTTANATE , IGNORANDO LE QUESTIONI SERIE

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Per quei lettori che non avessero seguito con attenzione la vicenda dell’autonomia differenziata ,riepiloghiamo brevemente la cronologia degli avvenimenti. Col Governo Gentiloni prima e poi con il Conte 1 alcune Regioni del Nord hanno portato avanti la rivendicazione di maggiori poteri o di potei esclusivi in molte materie dove vigeva la legislazione concorrente. Col Conte 1, Ministro ai rapporti con le Regioni, la Erika Stefani, Lombardia e Veneto hanno tentato il colpo grosso di mantenere le entrate fiscali prodotte sul territorio destinando una quota minima alla solidarietà nazionale. Per fortuna la Madonna di Medjugorje è apparsa a Salvini e gli ha consigliato di farsi da parte, rimettendo in discussione tutto quello che la sua collega di partito stava facendo ai danni del Paese. Così, nuovo Governo Conte, nuovi alleati, il percorso ad alta velocità che le Regioni de Nord stavano facendo ha registrato alcuni semafori rossi, il più importante dei quali è la messa in discussione della spesa storica come criterio di riparto e l’introduzione dei Lep, livelli essenziali di prestazioni, che deve garantire servizi uguali a tutto il paese, indipendentemente dalle condizioni economiche dei territori, dal Pil che presentano e dalla qualità di vita che offrono. Cittadini uguali , italiani senza discriminazione alcuna. Il Ministro Boccia che ha lavorato a questo progetto fino a farlo accettare dalle Regioni, si è dovuto fermare ad una mediazione: parte l’autonomia e entro un anno si definiscono i Lep. Mediazione che in sé nasconde il grosso pericolo di un prima che è certo ed di un dopo che non è sicuro. In una legislatura così tormentata, con il Governo che balla con il mare a forza otto, con avventurieri esterni ed interni pronti ad accoltellare i compagni di avventura per qualche scranno più sicuro o per qualche strapuntino, c’è il concreto rischio che il secondo tempo non arrivi mai, con una profonda e definitiva spaccatura del Paese. Il Ministro per il mezzogiorno, Provenzano, più concretamente ispirato da San Cataldo, ha preso posizione contro questa logica dei due tempi ed ha detto semplicemente che prima di far partire il convoglio occorre che tutti i vagoni siano attaccati. E lui che viene dalla Svimez è uno che la questione del dualismo Nord-Sud la conosce benissimo.  Ora , la cosa che sconcerta e disorienta è il silenzio che le Regioni meridionali stanno offrendo sulla questione. Qui in Basilicata, che può essere la regione simbolo perCHè paga in proprio la solidarietà energetica al Paese ricevendo pesci in faccia, non vola una mosca, né da parte della maggioranza,né da quella della opposizione. Nessuno che porti il tema all’attenzione dell’opinione pubblica, nessuno che chieda una riunione straordinaria del Consiglio sull’argomento, nessuno che faccia un atto di solidarietà rispetto ad una legittima e chiara posizione assunta del Ministro per il mezzogiorno. E’ avvilente constatare che la gente si gira dall’altra parte, chi per non disturbare il capo politico della Lega con una battaglia che non gradirebbe, chi per giocare al tanto peggio tanto meglio, cioè con l’idea di contestare dopo una inerzia che andrebbe rilevata prima. L’interesse politico prevale sull’interesse della gente, sul futuro di un territorio, sul destino dei suoi giovani. E’ una situazione scandalosa e lo scandalo vero è che nessuno prova vergogna per questo atteggiamento pilatesco. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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