La Cosa Meridionale si farà. Parola di Pino Aprile

0

Oggi, non hanno indicato alcun nome né alcun logo, ma gli organizzatori della prima giornata di orgoglio del sud, convocati al parco della Grancia da Pino Aprile e dal senatore Saverio De Bonis, ex Movimento Cinque Stelle estenuante sostenitore di politiche in favore dell’ambiente e dell’agricoltura, sembra proprio che siano determinati a farlo molto presto.

Oggi è stata posata la prima pietra per la costituzione del nuovo soggetto politico che avrà un suo Statuto, un suo organigramma, un  nome e un logo, ma soprattutto una profonda ramificazione territoriale. Ne sono convinti gli organizzatori che hanno chiesto ai convenuti un impegno personale nel reclutamento di quante più persone possibili nelle rispettive province, pur consapevoli delle difficoltà che comporta l’organizzazione di un partito, specie in assenza di finanziatori. Negli interventi molti si sono sentiti sollecitati dalla sfida di un nuovo inizio, candidandosi fin da subito come referenti del costituendo movimento d’ispirazione sudista. Guai a chiamarlo Lega del Sud, partito del Sud o con qualsiasi nome che sia esplicitamente circoscritto a un’area del paese. Il nome e il logo saranno decisi in seguito, per ora l’importante è raggiungere una massa critica sufficiente di iscritti per formare un movimento importante . Ovviamente il reclutamento e le adesioni saranno ricercate tra i giovani e anche  tra quelli che non si rivedono in alcuno schieramento esistente ma che hanno a cuore lo sviluppo del mezzogiorno, le politiche ambientali, agricole e occupazionali del sud contro quelle nordcentriche.

C’erano alcuni volti nuovi tra i partecipanti, ma pochissimi ragazzi giustificati evidentemente dal fatto di preferire i social media e le piattaforme web di confronto, alle piazze reali che più romanticamente gli adulti continuano a preferire. Un gap generazionale che avvantaggia coloro i quali intercettano sistematicamente, attraverso nuovi sistemi di comunicazione, il pensiero e l’attenzione delle giovani generazioni. Ragazzi e ragazze sempre meno interessati ai lunghi discorsi, alle rivendicazioni del passato e alle operazioni nostalgiche. C’erano però i soliti campioni del ricollocamento politico, forse in cerca di nuove occasioni di rilancio oppure semplicemente accorsi per curiosità o per riportare – a chi di dovere per le successive valutazioni – il tipo di ambiente riscontrato alla Grancia. Tutto nella media delle cose che possono accadere quando si organizza un’iniziativa aperta, plurale e partecipata.Seduti in prima fila c’era una rappresentanza del movimento nazionale dei Forconi, di Azione Civile dell’ex magistrato Ingroia, c’era l’ex Generale dei Carabinieri, Antonio Pappalardo, non mancava il fondatore del movimento Lucania Viva, Nicola Manfredelli (tra gli organizzatori dell’evento) e moltissimi esponenti di varie associazioni venuti dalla Sicilia, dalla Puglia, dalla Campania e dalla Calabria per dare sostegno alla creazione di un Movimento d’ispirazione meridionalista, guidato da Pino Aprile, che presto farà tappa in Calabria, Puglia, Campania e Sicilia alla ricerca di consenso tra la gente stanca di subire le conseguenze di una politica anti-meridionale. AI primi di settembre lo stesso senatore De Bonis sarà in Sicilia per incontrare esponenti del mondo agricolo e della società civile che, come in questa circostanza, stanno organizzandosi per costituire un movimento del sud, evidentemente da federare con quello presentato oggi da Pino Aprile.

C’erano i rappresentanti di alcuni partiti come i Verdi- Europa Verde che hanno dichiarato la propria disponibilità a un dialogo con chiunque abbia a cuore e nel proprio programma elettorale punti in comune con quelli costitutivi della forza ambientalista nazionale offrendo al movimento di Pino Aprile, se vi saranno le condizioni per farlo, una sponda nazionale ed europea per le politiche ecologiche, agricole e occupazionali comuni.

Presenti tanti ex attivisti del Movimento Cinque Stelle che nei loro interventi hanno manifestato la delusione per il cambio di atteggiamento dei portavoce eletti, accusati  di essersi conformati alla logica del potere, una volta entrati in parlamento.  “Una volta eletti hanno dismesso i panni degli oppositori per vestire quelli più comodi da legislatori”. Una cosa del tutto logica per chi conosce i meccanismi che regolano i rapporti istituzionali, ma che non è stata mai perdonata loro dai nostalgici del Vaffaday originario. 

Nel suo intervento Pino Aprile ha voluto rimarcare comunque la necessità di fondare un movimento/partito che abbia come obiettivo principale quello di difendere il sud dell’Italia, isole comprese, dal “colonialismo del nord e dalle politiche nazionali orientate al sostegno del nord in spregio della sussidiarietà e dell’operosità del sud”. “Non vogliamo la secessione – dice Pino Aprile nel suo intervento di apertura del dibattito – ma se non ci trattate da pari, ci costringete a farla”. “Non è una minaccia!” ma una chiamata alla responsabilità per chi dovrebbe rappresentare il sud e non lo fa”.  Un’accusa diretta alla classe dirigente eletta al sud che non ha saputo interpretare i bisogni del proprio territorio. Bisogni primari come quello infrastrutturale, citato in quasi tutti gli interventi. E Cose già sentite, è vero, ma come si dice: repetita juvant. L’unica attenzione è di non trasformare l”iniziativa lodevole  di individuare e promuovere una nuova classe dirigente del mezzogiorno in un’idea partigiana di lotta tra territori. Non farebbe bene al sud, non scalfirebbe comunque il nord e non gioverebbe alla causa di portare il mezzogiorno al livello dei paesi europei.

Giuseppe Digilio

Condividi

Sull' Autore

Avatar

Lascia un Commento