LA COSA NUOVA

0

 

RICCARDO ACHILLI 

Esce fuori il progetto. In una lettera aperta al Fatto Quotidiano, Primo Di Nicola, senatore pentastellato, ipotizza un big bang, uno scioglimento dei soggetti esistenti, di tutti, ivi compresi Pd e Leu, per creare una forza nuova, su propositi genericamente di sinistra, di tipo redistributivo e di contrasto alla globalizzazione incontrollata. Di Nicola non è nel giro di Di Maio, che sta resistendo contro questo progetto (che lo consegnerebbe alla scomparsa politica) ed interpreta in modo esplicito il discorso del Joker fatto qualche settimana fa da Grillo, e quindi con ogni evidenza anche il pensiero di Casaleggio: una dissoluzione per ricomporsi in una funzione anti-salvinista con un contenitore più grande, con qualche accenno alle proposte della sinistra storica, ma senza riferimenti simbolici o ideali a quest’ultima. Un grande ocntenitore interclassista, di cui parlavo giorni fa, in grado di tenere insieme l’elettorato del M5s, ovvero precariato cognitivo, sottoproletariato assistito del Mezzogiorno e lavoratori della new economy, con quello del Pd, ovvero il mondo del reddito fisso (lavoratori pubblici, pensionati a reddito medio-alto, ceto medio riflessivo), medio-alta borghesia ed il segmento di élite degli operai e dei tecnici del settore export-oriented dell’economia. E’ evidente che questo gradne contenitore interclassista dovrà cercare un compromesso sociale per tenere insieme segmenti così compositi e non di rado con interessi diversi. Solo in parte, ed a condizione che, come ritengo, i cordoni della borsa europea si allentino di qualche grado per impedire alla Germania di precipitare in una recessione da domanda interna insufficiente, tale compromesso potrà basarsi su concessioni redistributive, che saranno in parte affrontate con la lotta all’evasione. Tale tema, in realtà, si tradurrà in un parziale trasferimento di risorse fiscali dal mondo imprenditoriale e del lavoro autonomo a quello del lavoro dipendente, o parasubordinato o falsamente autonomo (quindi l’ampio mondo del precariato cognitivo, delle false partite IVA e delle catene di franchising dei lavoratori della new economy). Per cementare tale alleanza sociale, non avendo enormi spazi redistributivi e non potendo che essere europeista e globalista, tutt’al più con qualche moderata critica, questo nuovo soggetto dovrà necessariamente fare ampio ricorso ai temi etici e civili dell’immigrazionismo, dei diritti Lgbt, e, esattamente come il centrosinistra composito e rissoso degli anni Novanta e Duemila, cementato dall’antiberlusconismo, dovrà cementarsi sull’antisalvinismo e sulla retorica vuota di un presunto fascismo da contrastare. Questo è il tema di fondo che si muove, al di là delle questioni tattiche o congiunturali sulle alleanze alle elezioni regionali dei prossimi mesi, al di là dei disperati tentativi di sopravvivenza di Di Maio, al di là di ogni altra considerazione, fuori tempo massimo, sulla ricostruzione della sinistra storica, che non esiste più, che non ha più spazi sociali, che non ha più pozzi nei quali bere.

Condividi

Sull' Autore

Riccardo Achilli

Valutatore di politiche pubbliche di investimento, economista e statistico, specializzato in sviluppo locale, politiche industriali e politiche sociali. Fa parte del nucleo di valutazione degli investimenti pubblici della Regione Basilicata, e collabora come ricercatore e consulente presso numerosi centri studi economici (Osservatorio Banche Imprese, Istituto Guglielmo Tagliacarne, Si Camera, SRM).

Lascia un Commento