La grammatica del crimine di Antonello Calabrese

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di ROCCO PESARINI

“La Grammatica del Crimine” Casa editrice Abra Books – costo 16 Euro In vendita da Ubik In via Pretoria a Potenza, e online sui principali siti di vendita di libri quali “La Feltrinelli”, “IBS”, “Amazon”, “AbraBooks”

 

 

 

 

Ha visto finalmente le stampe un libro che si rivolge a tutti gli appassionati di criminologia, in particolar modo ai neofiti che desiderano avvicinarsi alla materia in “scienza e coscienza”, quindi con rigore scientifico e senza cadere nel gossip, che nulla ha a che vedere con lo studio del crimine.

Ne ho parlato con il suo autore, Antonello Calabrese.

Ho l’impressione che di criminologia se ne parli troppo e male, soprattutto in TV. Che ne pensi?

La criminologia sta riscuotendo sempre maggior interesse. Nei bar come nei salotti di casa, ogni giorno aumenta il numero delle persone che parlano con disinvoltura della materia, trattandola come se fossero gli unici custodi di verità assolute. Finché questo modo di agire resta circoscritto nei luoghi privati poco male, una chiacchierata tra amici non ha mai ucciso nessuno; purtroppo il fenomeno è ormai esploso anche tra i mass media ed è frequente, oggigiorno, assistere a discussioni televisive a tema criminologia dove è nata e si è sviluppata una categoria di persone ahimè troppo seguita, quella dei tuttologi. Il criminologo tuttologo non esiste! Non può esistere semplicemente perché la materia è estremamente vasta. Per diventare criminologi occorre dapprima laurearsi, scegliendo uno dei tanti titoli attinenti, quali ad esempio Psicologia, Giurisprudenza o Sociologia e dopo occorre specializzarsi tramite un Master. Tutti coloro i quali si specializzano in Criminologia sono dei criminologi, ma nessuno di loro può definirsi esperto in ogni settore. Il motivo è molto semplice; un criminologo laureato in giurisprudenza non potrà mai affermare di poter comprendere appieno i processi psichici di un criminale, allo stesso modo, un criminologo psicologo non potrà parlare con disinvoltura di criminologia investigativa. Per questi motivi occuparsi troppo e male di criminologia può portare a conseguenze negative, alcune tutto sommato innocue, si pensi al turismo macabro, altre direi disastrose, una su tutte il “processo mediatico”, che sposta i processi dalle aule dei tribunali ai salotti di casa, con la terribile conseguenza di rendere innocente o colpevole una persona non certo sulla base di verità processuali, di prove e quant’altro, ma sulla base di pareri e impressioni di tuttologi che, spesso, ignorano perfino la differenza che c’è tra criminologia e criminalistica. Si provi ad immaginare, per un momento, come possa sentirsi un uomo considerato colpevole nel processo mediatico ma poi assolto da ogni accusa nelle aule dibattimentali. Casi del genere, purtroppo sempre più numerosi, rendono gli interessati colpevoli agli occhi della gente senza possibilità di dimostrare il contrario, nonostante la verità sia ben altra.

Il libro intende mettere ordine in questo uso e abuso della criminologia? Se si, in che modo?

Il libro che ho pubblicato apparentemente è in contraddizione rispetto a quanto appena dichiarato perché ha l’ardire di parlare di criminologia a 360°. Il fine però non è quello di incantare i lettori o fare colpo su qualcuno ma semplicemente di definire quelle che sono le vere basi della materia ed i suoi confini, per poter dare, a coloro i quali intendono avvicinarsi con serietà all’argomento, una infarinatura generale che potrà indirizzarli alla vera criminologia, quella dei professionisti che, consci ognuno dei propri limiti, in “scienza e coscienza” collaborano per risolvere i casi a loro assegnati. Il libro si rivolge a tutti, in particolare a chi ha voglia di avvicinarsi alla materia in maniera seria e responsabile. Probabilmente i tuttologi, leggendo questo libro rimarranno molto delusi perché non troveranno nessuna spettacolarizzazione del crimine e nessun tentativo di giudicare altre persone, ma solo tanta voglia di raccontare la vera criminologia, sicuramente più noiosa ma, se vista nella maniera giusta, enormemente interessante.

Perché la gente è così morbosamente attratta dai casi di cronaca nera?

Forse perché, inconsapevolmente, si tende a voler conoscere nel dettaglio i pericoli ai quali siamo soggetti, in modo da essere pronti a reagire nel caso in cui dovesse accadere qualcosa a noi o ai nostri cari. A queste persone si aggiungono le tante che si sono appassionate alla cronaca nera solo perché letteralmente bombardate da giornali e trasmissioni TV a tema Crime, che spopolano negli ultimi anni.

Criminologia che, correggimi se sbaglio, può e deve essere usata non solo per scoprire i colpevoli ma, soprattutto, per prevenire i reati.

Proprio per questo motivo, che considero una verità assoluta, dovremmo capire una volta per tutte che è quasi totalmente inutile parlare all’infinito di fatti di cronaca già avvenuti, per i quali ci sono professionisti che stanno certamente lavorando al meglio delle loro possibilità. Sarebbe cosa utile, invece, concentrarsi proprio sulla prevenzione, ad esempio alla promozione di incontri nelle scuole, dove gli esperti nel settore potrebbero utilizzare il loro sapere per parlare di argomenti quali violenza di genere e bullismo, in modo tale da smuovere le coscienze ed educare le nuove generazioni. Una branca della criminologia, che è anche la mia preferita, è chiamata vittimologia; essa studia il crimine dalla parte della vittima e permette di capire tra l’altro, quali atteggiamenti posti in essere dalla vittima possono aver in qualche modo potuto attirare le attenzioni del reo. Questa, insieme alle discussioni nelle scuole e nei luoghi di aggregazione sono le migliori forme di prevenzione.

Note sull’autore: nato a Potenza nel 1975 ha conseguito un diploma universitario in “Scienze Criminologiche Applicate”, una laurea in Giurisprudenza e un Master universitario di II livello in “Criminologia e diritto penale. Analisi criminale e Politiche per la sicurezza urbana” discutendo una tesi sulle “organizzazioni criminali di stampo mafioso italiane e mondiali”. Dal 1997 al 2011 ha vissuto dapprima a Milano, poi a Firenze ed infine a Roma, città presso la quale ha cominciato ad interessarsi attivamente alla criminologia. Dal 2011 è tornato a vivere a Potenza dove collabora alla realizzazione di convegni e Master in criminologia. Dal 2019 è iscritto all’ANCRIM (Associazione Nazionale Criminologi e Criminalisti). La Grammatica del Crimine è il suo primo libro.

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Rocco Pesarini

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