LA GUERRA LETTA SENZA LA “Z”: LE PILLOLE DI GIANFRANCO BLASI

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Da oggi la mia rubrica Social “Pillole di guerra” si sposta su Talenti Lucani. Il successo delle visualizzazioni, dei like e dei commenti ci ha convinti ad offrire queste riflessioni ad un pubblico più ampio. Grazie agli amici di Fb e di Tw. Un grazie ancora più grande al direttore e alla redazione di talenti

Pillole di guerra n. 24 (10 maggio 2022)

  1. Il dibattito sul ruolo del parlamento italiano su armi, guerra e pace è falso ed ipocrita. Il parlamento dovrebbe rivendicare ogni giorno il suo ruolo nel rapporto con il governo, sulla decretazione d’urgenza e sui voti di fiducia oltre che sul suo ruolo d’indirizzo. Sono anni che le assemblee legislative non svolgono la loro piena funzione.

 

  1. Questo parlamento in particolare si è autodelegittimato quando non è riuscito ad eleggere il nuovo presidente della Repubblica restituendo a Mattarella ogni funzione di garanzia e di guida politica.

 

  1. L’asse Mattarella – Draghi è per certi versi extra parlamentare, anche se nel pieno solco costituzionale. Nasce dalla crisi della rappresentanza democratica e dalla debolezza dei gruppi politici e del parlamento. A questo punto della legislatura è tardi per una critica strutturale.

 

  1. La interminabile transizione istituzionale deve finire con le prossime elezioni. Servono maggioranze politiche coerenti con la sovranità popolare e il parlamento deve recuperare centralità. Il tema di una legge elettorale che renda distinguibili maggioranza e opposizione e che dia credibilità e forza ai governi non è affatto secondario.

 

 

 

Pillole di guerra n. 25 (20 maggio 2022)

 

  1. La posizione dell’Italia sul raggiungimento della pace in Ucraina prevede un percorso composto da quattro tappe. È la proposta presentata dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio al segretario generale dell’Onu Antonio Guterres durante la missione a New York del 18 maggio. L’Italia dunque protagonista con il suo governo di una forte iniziativa diplomatica per la pace.
  2. Un documento, i cui contenuti sono stati anticipati da Repubblica, che è stato elaborato dalla Farnesina in collaborazione con Palazzo Chigi e che è stato illustrato ai diplomatici dei ministeri degli Esteri del G7e del Quint (Usa, Gran Bretagna, Germania, Francia, Italia),
  3. Il percorso, che prevede la supervisione di un Gruppo internazionale di Facilitazione, si articola in quattro fasi: un cessate il fuoco, l’ipotesi di un’Ucraina neutrale, le questioni territorialifra cui Crimea e Donbass e un nuovo accordo multilaterale sulla pace e la sicurezza in Europa.
  4. Su tre punti il piano appare impeccabile. Su uno vi sono delle criticità. Si tratta del punto 3. Si chiederebbe alla Russia di restituire i territori occupati, ai quali verrebbe garantita una sorta di autonomia amministrativa. Il problema è che i russi non riconosceranno sui territori oggi sotto loro controllo il ritorno di una sovranità ucraina. Mente, gli ucraini chiedono l’abbandono senza condizioni delle regioni occupate militarmente e illegittimamente dai russi. E’ un po’ un cane che si morde la coda.
  5. In verità, sarà un cessate il fuoco bilaterale a definire le posizioni delineate dal conflitto. Una sorta di prova di forza reciproca dalla quale, solo alla fine, emergeranno i dettagli di un possibile accordo. E’ sempre stato così nelle guerre. Comunque, l’iniziativa di Draghi e Di Maio è esemplare sia dal punto di vista diplomatico che da quello più squisitamente di politica interna.
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Sull' Autore

Gianfranco Blasi

Scrittore, Poeta, Giornalista

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