La pace non si costruisce con l’odio.

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La Russia sta combattendo una guerra difensiva. Le responsabilità più gravi ricadono sull’UE e sulla sua classe politica fatta di nani e ballerine. La Democrazia non si impone con le armi o finanziando, come nel caso dell’Ucraina, l’ elezione di un personaggio inadeguato come Zelensky e la sua vice presidente. Gli esportatori della Democrazia, se non fosse chiaro sto parlando degli Usa dell’ Uk, hanno letteralmente distrutto il Medio Oriente in particolare Iraq e Siria. Non ho visto manifestazioni di piazza contro le menzogne americane per la distruzione operata in Iraq, non ho visto manifestazioni contro la guerra civile alimentata dagli Usa in Siria. Non ho visto nessuno alzarsi in difesa del popolo Curdo al quale da sempre gli si nega uno Stato. Di contro gli Usa hanno finanziato e sostenuto i movimenti integralisti che hanno dato origine all’Isis. Ad averlo riconosciuto è stata la stessa Hilary Clinton. Gli Usa in Afghanistan hanno prodotto i Talebani. Li hanno finanziati e sostenuti per combattere la Repubblica popolare Afghana. Se oggi quel paese è di nuovo sprofondato nella barbarie la responsabilità è in primo luogo degli Usa. Sono gli Usa che per sopravvivere e per conservare il loro stile di vita hanno bisogno di inventare nemici. Per capirlo è sufficiente leggere Huntington. L’ espansione ad est utilizzando la Nato è parte integrante dello scontro di civiltà teorizzato da Huntington. La Nato terminata la guerra fredda si sarebbe dovuta sciogliere dal momento che era venuto meno il Patto di Varsavia. La Nato oggi è solo uno strumento funzionale all’espansionismo USA. Gli Stati Uniti da sempre finanziano e sostengono regimi e forze politiche reazionarie. È dagli anni 90 che utilizzano il soft power rappresentato dal loro stile di vita per imporre la propria egemonia economica, finanziaria, militare e culturale. Tale imposizione ha un solo fine garantire lo stile di vita americano che per dirla con Bush non è negoziabile. La pace non si favorisce con l’ invio di armi e con sanzioni che stanno distruggendo un continente già provato dalla pandemia. Lo scopo dell’invio di armi e delle sanzioni economiche è quello di mettere in ginocchio la Russia o meglio di vedere chi resiste di più tra la Russia, l’ Ucraina e l’ UE. Azioni di questo tipo sono atti semplicemente criminali perché fomentano l’ odio e la rabbia sia da una parte che dall’altra. Pensare di resistere un giorno in più dell’avversario è la logica che animò il primo conflitto mondiale, è la logica che animò la lotta della Germania nazista durante la seconda guerra mondiale. Pensare che la vittoria stia nel resistere un giorno più dell’avversario è la logica che ispira la guerra totale. I media a reti unificate fanno a gara nell’ alimentare l’ odio. Non si rendono conto che tornare indietro diventerà difficile. La guerra è da condannare ma una volta che è scoppiata bisogna essere lucidi e mantenere vivo il pensiero critico senza del quale la richiesta di Zelensky di una no fly zone, quindi una terza guerra mondiale, sarebbe stata accetta. La dichiarazione di Fassino che si stava pensando è significativa. Qualche irresponsabile deve avere proposto di accettare la richiesta scellerata e criminale di Zelensky. La pace non si difende con le armi, imponendo l’ economia di guerra e nemmeno con notizie chiaramente fasulle e montate ad arte. Se l’ Ucraina ha diritto all’ indipendenza un tale diritto non può essere negato alle repubbliche del Donbass. Se le relazioni internazionali tra Stati impongono atti che non attentino alla sicurezza dello Stato confinante l’ Ucraina non deve fare parte della Nato. Non penso che gli Usa possano accettare che il Canada o il Messico sottoscrivano trattati militari con la Cina o con la stessa Russia. Le trattative non si favoriscono con l’ umanitarismo ipocrita dei media nazionali ben rappresentati da personaggi alla Mieli, Lerner, Gruber .

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Sull' Autore

Gerardo Lisco

Capo Unità Org.Amm. presso Ferrovie Appulo Lucane Ha studiato Giurisprudenza presso Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e Sociologia presso l'Università di Salerno

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