NUOVO PIANO SANITARIO. IL PUNTO DI PARTENZA E’: PERCHE’ SI VA FUORI A CURARSI ?

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Ci sono molte buone intenzioni su quello che bisogna fare per arrivare ad una buona stesura del piano sanitario integrativo regionale. C’è innanzitutto una condivisione di metodo: lo scopo è importante e non si può fallire, tanto vale coinvolgere tutti nel percorso preparatorio. Un tocco personale di quella esperienza democristiana dell’Assessore Latronico  che ha accettato la sfida di lavorare insieme. Se è così, se cioè si vuole veramente arrivare ad un risultato, la prima cosa da fare è partire dall’emigrazione sanitaria passiva, che è il vero vulnus di ogni tentativo di riorganizzazione. Le perdite ormai si sono attestate su un  livello annuo di 80 milioni, e non ci potrà essere una programamzione efficiente con una erosione così forte del finanziamento regionale. Chiamare tutte le categorie professionali a confrontarsi sul tema deve costituire una priorità assoluta perchè è solo tappando questa conduttura rotta  che si può pensare di mantenere in equilibrio un sistema. Da questa verifica, fatta con dati alla mano che illustrano per che cosa si va fuori, emergono le fondamenta da dare alla nuova organizzazione, in termini di risposte territoriali , di rafforzamento di presidii e di specializzazione degli stessi. L’esperienza conferma la bontà di alcune scelte del passato, tendenti a evitare doppioni e a creare un sistema a rete per determinate discipline Ma alzare la qualità delle risposte è il vero tema da affrontare con coraggio e determinazione, perché di fronte a dati che indicano come  si ricorra all’esterno sempre per determinate categorie di interventi , non si può non intervenire. La cosa che conforta e che agevola un intervento riparatore, è che gran parte della quota di emigrazione passiva è data da una emigrazione di confine che è frutto quasi sempre di una non cooscenza delle potenzialità esistenti. C’è , come abbiamo detto nei giorni scorsi, una  non comunicabilità tra ospedale e territorio ,tra medici oespedalieri e medici di famiglia, quest’utlimi trattarti dagli ospedalieri  come medici di serie B, compilatori di ricette e non come colleghi che debbono prendono in carica la cura  del paziente e con il quale bisogna instaurare una collaborazione profesisonale. Coinvolgere non significa compilare l’uscita dall’ospedale con una lettera indirizzata al medico di famiglia. Coinvolgere significa aprire l’ospedale al medico di famiglia, prima, durante e dopo.  Se non si capisce che gran parte della sfiducia veso i servizi sanitari regionali nasce da questa frattura mai colmata , vuol dire che non si inizia dalla parte giusta . Rocco Rosa
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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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