LA POLITICA CHE FA ACQUA

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Quando è andato in tilt l’impianto di potabilizzazione di Potenza, per via delle acque torbide provenienti dalla camastra, l’argomento è stato etichettato come l’effetto straordinario di un temporale particolarmente violento , nascondendo il vero problema di un invaso che è talmente infangato e pieno di inerti da dimezzare la capienza idrica che è passata in trent’anni da 42 milioni mc, a venti milioni circa. Quelle riserve d’acqua sono distribuite tra trenta comuni, tra cui il capoluogo, e dobbiamo ringraziare queste ultime stagioni invernali piovose se oggi a Potenza non si ricorre al rifornimento con le autobotti. Poiché l’acqua è uno di quei problemi, come l’aria, che non procura consensi , se non quando si abbassano le tariffe, nessuno delle autorità di questi comuni si è mai preoccupato di chiedere interventi per la tutela del potabile, sia attraverso lo sfangamento della diga, sia attraverso il controllo delle adduzioni e della distribuzione. Ed è così che nel silenzio inconsapevole di chi non sa ed in quello omertoso di chi sa le cose e non le dice , che si sta consumando una delle peggiori storie di cattivo uso delle risorse che la Basilicata ha scritto in questi anni. Il tutto nasce dalla soppressione dell’Autorità di bacino territoriale e da una legge statale che mette insieme cinque regioni (Basilicata, Campania, Puglia, Calabria e Molise) per un governo concertato delle risorse in un Distretto idrografico meridionale. Sembra una cosa intelligente, ma per la Basilicata ha costituito un vistoso passo indietro nel governo della risorsa , con un ufficio regionale privo di autonomia operativa, con un ufficio centrale posto a Caserta, e con lo smembramento di figure professionali esistenti in Basilicata, che da venti sono passati ad otto, quattro ingegneri e altrettanti geometri. Se a questo si aggiunge che la sedia della Basilicata in queste riunioni di Governo dell’acqua è , come sostengono alcuni, quasi sempre vuota, allora si capisce come ancora una volta veniamo depredati di risorse senza una benché minima reazione.  Ora la questione diventa ancora più importante, per via degli investimenti che occorre fare nel quadro del PNRR, e che vedono la sostenibilità e la transizione al centro dell’azione dei governi. Una occasione storica per la Basilicata che è chiamata a difendere il suo patrimonio naturale, formato da boschi, da acqua , da ambiente e biodiversità. E dunque , rimanendo al tema delle risorse idriche, ci sarebbe d proporre una scheda per salvare da subito la risorsa del potabile, prima che scoppino situazioni di approvvigionamento alla siciliana: la misurazione dei livelli di acqua, la caratterizzazione degli inerti delle dighe ed il loro eventuale utilizzo nella risagomatura morfologica o nel ripascimento dei boschi data la caratteristica fertilizzante del fango proveniente dagli invasi, nella manutenzione straordinaria delle dighe , soprattutto quella in cemento del Camastra che ormai ha superato i cinquant’anni e che , come per la Basentana, ha bisogno di una profonda rivisitazione,  ma anche quelle in terra battuta che hanno bisogno di ripristino del rivestimento. E quindi ci sarebbe bisogno che il rappresentante della Basilicata in questo distretto meridionale alzi la voce e faccia capire che bisogna cambiare passo, potenziare il livello decisionale dell’ufficio di bacino regionale, creare un unico ufficio regionale che metta insieme gli uffici di difesa idrogeologica e ciclo dell’acqua, per dare organicità al sistema di difesa delle risorse ambientali, allertare l’università per una programmazione di interventi innovativi nelle varie fasi che riguardano la tutela dell’acqua. Bene o male siamo i detentori di una risorsa, i proprietari se vogliamo usare un linguaggio meno edulcorato. E come tali dobbiamo assicurarci che gli altri non bevano alle nostre spalle né a spese nostre. Quei sindaci che hanno alzato la voce sull’aumento delle tariffe dell’acqua, dovrebbero scavare più a fondo, per vedere i guasti di una politica complessiva che non parte da oggi ma che riguarda anche l’oggi.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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