
riccardo achilli
OPINIONI
La candidatura di Chiorazzo scelta, con una sorta di colpo di mano, dalla Direzione regionale del Pd, risponde ad una visione tradizionale della Basilicata come regione “moderata”, che si può conquistare partendo dal centro, con un approccio cautamente solidaristico. Sotto il profilo strettamente elettorale, la speranza della maggioranza dei dirigenti del Pd lucano è che Chiorazzo (contro il quale il sottoscritto non ha ovviamente niente di personale, apprezzandone peraltro il profilo di competenza e capacità) possa intercettare voti di centrodestra delusi dalla gestione di Bardi e, magari, far convergere elettori di Azione (ma bisognerebbe chiedere a Pittella se è disposto a cedere il suo cospicuo pacchetto di voti, cosa non certo scontata). Tale visione della Basilicata è obsoleta. Le recenti tornate elettorali restituiscono l’immagine di una società stanca, sfinita dagli infiniti giochi della politica, disposta a credere in progetti di rottura degli equilibri di potere tradizionali. La stessa vittoria del centrodestra cinque anni fa ne è una dimostrazione, così come la fiducia accordata al programma di rottura di Pittella e l’affermazione dei 5 Stelle alle ultime politiche. D’altra parte, è difficile immaginare che vi siano rilevanti movimenti dal centrodestra verso una candidatura di Chiorazzo, che promette una linea politica non molto dissimile, ma temperata da qualche accento progressista. Il quadro politico è polarizzato, in Basilicata come nel resto del Paese. Di contro, l’elettorato pentastellato e di sinistra, con tale candidatura, è in buona misura perso, checché ne pensi il candidato stesso. Insomma, si sta andando verso una probabile sconfitta del centrosinistra lucano. Avanti a questo scenario, la Schlein è chiamata a decidere cosa fare. Lasciare scorrere le cose senza intervenire, per poi denunciare l’ennesimo fallimento di una candidatura non unitaria? Provare il tutto per tutto, intervenendo da Roma ed imponendo un passo indietro a Chiorazzo? Il tempo è ormai scaduto e la rottura del centrosinistra si è ormai consumata senza possibilità di rattoppo. In questa situazione pressoché disperata, a mio parere vale la pena di pensare che, oltre alla Basilicata, c’è il resto del Paese, e c’è l’imminenza di elezioni europee. Tutto ciò impone di ribadire la linea politica del campo largo in modo coerente e senza tatticismi. Persa per persa la Basilicata, conviene lanciare un messaggio politico chiaro negli altri luoghi del Paese dove si sta faticosamente verificando la fattibilità di una alleanza Pd-5 Stelle. La Schlein commissari il Pd regionale, concordi con Conte un candidato comune, lasciando a Chiorazzo la responsabilità di fare il Soru di turno. Perlomeno ne avrà guadagnato in trasparenza e coerenza ed avrà rimesso in riga il continuo ribellismo delle correnti – nazionali e territoriali – del partito, a tutto vantaggio della sua autorevolezza come segretaria. E poi chissà che le cose non vadano in modo insperato anche in Basilicata?
P.S. in tutto questo caos, delude molto il comportamento – a dir poco ingeneroso – di Speranza.