Avevamo nei giorni scorsi sottolineato l’importanza per le regioni meridionali e per la Basilicata in particolare di presidiare la Conferenza delle Regioni, perché non solo quella è una sede decisionale cruciale, ma le Regioni del Nord, non da oggi, arrivano organizzate e unite attraverso un lavoro di raccordo preliminare che è tanto silenzioso quanto produttivo di risultati. Ci eravamo spinti a chiedere al presidente bardi di nominare un sottosegretario ai rapporti con la Conferenza che avesse il compito di allertare gli uffici interessati ai vari provvedimenti in maniera da arrivati preparati e pronti a difendere gli interessi della regione e quelli dell’intero Meridione quando questi sono coincidenti. Ebbene , una riprova di questa necessità ci viene dall’approvazione di un documento redatto dalla Lombardia nel quale, per giustificare il tragico disservizio verificatosi in quella regione nell’immediato della pandemia ha praticamente dato la colpa al sistema della medicina generale, colpevole di essere andato in battaglia a mani nude contro il virus. In sostanza ci si è dimenticati del motivo principale di tanta inadeguatezza e cioè che un piano antipandemico del 2006 non è stato mai aggiornato ed è stato confermato nel 2016 nella sua versione originale che assolutamente non riprendeva il tema ,pure agitato dall’OMS, di una possibile pandemia e delle misure per prevenirle. Così che ci si è trovati privi di mascherine e dei presidii indispensabili per intervenire e persino privi di disinfettanti , oltre che delle misure logistiche che sono arrivate nella confusione e nella contraddizione tra Regione e Stato in una gara a chi faceva peggio. E senza minimamente citare il danno che invece l’appalto all’esterno della sanità lombarda, con un privato che supera il cinquanta per cento del budget regionale , si è dimostrato un clamoroso autogol perché quella sanità privata, che si frega metà della torta, non ha saputo muovere un capello per la pandemia , risultando esso sì un peso morto. E dunque si capisce che l’obiettivo di quelle regioni è adesso quello di colmare i servizi che non sono stati mai resi sul territorio, cercando ancora una volta di fare la parte del leone, anziché rimodulare la loro parte di spesa deviata verso il privato. Capiterà così che , se continua questo giochetto , i soldi per i Lea , rispetto ai nuovi obiettivi, andranno principalmente in quelli che sul territorio hanno dimostrato le maggiori carenze, e cioè alle Regioni che hanno avuto maniche larghe verso i privati. E’ evidente che non si può condannare quelle regioni perché arrivano con un disegno preordinato per fare soldi. Si deve condannare una classe meridionale che è assolutamente incapace di unirsi, di organizzarsi e di esprimere una sola voce. Vergogna!! ROCCO ROSA
LA SANITA’ LUCANA CHE FA SCENA MUTA
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