by LUIGI DE FINO
Mi ha molto fatto riflettere l’articolo apparso sul giornale, intitolato “BASILICATA: LA SESTA RIVOLUZIONE E’ ANCORA LONTANA”. Personalmente penso che la vera rivoluzione è quella che stanno attuando tanti giovani lucani andando via da questa terra. Giovani con molte potenzialità e tantissime utopie e sogni da portare altrove.
Studiare e sperare. E’ questa oggi la triste realtà per gli studenti lucani che dopo un brillante percorso di studi sono costretti ad attendere spesso anni prima di intravedere barlumi di opportunità lavorative.
Gli anni poi acuiscono la consapevolezza di dover abbandonare speranze e progetti per un biglietto aereo verso una delle mete estere di maggior richiamo in cerca di fortuna. Uno scenario triste e ingiusto con il quale moltissimi nostri giovani lucani e potentini devono fare i conti..
Parlo di giovani potentini perché Potenza è la mia città e conosco meglio i problemi di questa polis. Mi piacerebbe fosse una Telepolis o “nuova città telematica” che nasce da una teoria di “Javier Echeverrìa” ma in realtà Potenza è solo una città che lentamente muore o meglio, secondo alcune teorie molto diverse da quella di Javier Echeverrìa: “una città dove qui meno siamo e meglio stiamo!!!!”.
Ritengo che bisognerebbe invece sviluppare idee, per esempio nel settore della meccatronica, incentivando i giovani a creare aziende in questo settore e non assistere invece all’incertezza e alla disperazione che purtroppo regnano sovrane, di imprenditori e tanti giovani specializzati che cercano fortuna altrove.
Creando strumenti innovativi ed opportunità di incontro tra le aziende operanti nel settore della meccatronica e società di ricerca e formazione, contribuendo concretamente a dare speranza, lavoro e opportunità ai tantissimi giovani disoccupati.
Con sviluppi interessanti nel settore dell’automazione industriale, tecnologie industriali a microonde, produzione di impianti automatici per il solare e packaging ecc….
Potenza città digitale, Potenza Telepolis o Potenza città morente?????
