La Shoa a Potenza e in Basilicata

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di ROCCO PESARINI

La marginalità della Basilicata rispetto alle vicende storiche, sociopolitiche ed economiche nazionali si traduce, ogni tanto, anche in modo positivo, tenendo apparentemente lontana la nostra terra da fenomeni e fatti storici orrendi come, su tutti, la persecuzione e lo sterminio degli Ebrei durante la seconda guerra mondiale.

Anche su questo tema le fonti storiografiche e documentali sono assai scarne e ricostruire le vicende legate alla Shoa in terra lucana non è affatto facile, ammesso che ce ne sia poi volontà e voglia.

Nel compendio “Le leggi razziali del 1938 e la Basilicata” di Valeria Verrastro, vengono riportati i dati relativi alla “questione ebraica” in Basilicata, riassunti in un questionario inviato con nota del Ministero dell’Interno il 21 settembre 1945 ai prefetti del regno. Nel carteggio del fondo Questura di Potenza si conserva la minuta del questionario, compilato probabilmente da un funzionario della Questura stessa, nel quale si riporta che, nella Provincia di Potenza, prima della ultima guerra risiedeva soltanto un ebreo, il signor Garaldi Salvatore Romualdo nei cui confronti, tra l’altro, non venne mai adottato alcun provvedimento punitivo e attuativo delle leggi razziali fasciste.

(Link per il compendio https://www.consiglio.basilicata.it/consiglio-api/file/1092/217119 )

Molto più Interessante invece il dato relativo al numero di ebrei confinati in Basilicata, 350, per i quali don Gerardo Messina scrisse in una sua opera: «Nel cimitero di Potenza un terreno a parte ha raccolto le tombe degli ebrei che abitavano in città. Commuove leggere qua e là sulle lapidi quei nomi che evocano una fede, richiamano il segreto di tante persone costrette a vivere esiliati in patria».

A Potenza furono infatti internati 47 ebrei stranieri in attuazione delle leggi razziali nazifasciste: 47 persone la cui vita fu devastata, sconvolta e violentata dal delirio etnico – razziale dei nazisti con la complicità del regime fascista (perché di complicità si trattò, nonostante i tentativi di “distinguo” e di presa di distanza goffamente mal celati e attuati nei decenni successivi alla Shoa).

 

Elenco dei 47 ebrei stranieri internati a Potenza http://www.annapizzuti.it/pdf/elenco.php?c=Potenza&p=Potenza

Come evidenziatomi da Giovanni D’Andrea, teologo e storico potentino, nel cimitero monumentale di San Rocco a Potenza esiste il “quadrato del cimitero ebraico”, una porzione di terreno appositamente destinata alla sola sepoltura delle persone di fede ebraica ma della quale, di fatto, “non è mai stata rispettata la sacralità essendovi state poi seppellite”, come sottolinea sempre il D’Andrea, “persone di altro credo, che potevano ovviamente trovare degna e sacra sepoltura al di fuori di essa”.

La Basilicata e Potenza furono quindi fortunatamente solo sfiorate dalla pagina più buia, demoniaca e criminale della storia umana ma, ciò nonostante, occorre tenere sempre viva la Memoria di ciò che, anche nella nostra sperduta e quasi dimenticata terra, accadde.

 

 

 

 

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