LA SIGNORA CHE VOLEVA PRENDERE L’AUTOBUS

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DINO DE ANGELIS

DINO DE ANGELIS

È che non funziona. È che dopo un po’ ci si rassegna e si cercano strumenti alternativi. È che non puoi lasciare la cittadinanza a piedi, e non per un anno o due. Sono anni che il sistema di trasporto pubblico della città non va. Le hanno provate tutte: hanno rescisso il contratto con la vecchia azienda di trasporto, lo hanno affidato ad una nuova, hanno iniziato a mettere la mani al programma di gestione vero e proprio ma, pur cambiando il musicista, la musica sembra addirittura peggiorata.

Intere categorie  si sono completamente disaffezionate a prendere il pullman per una serie di cause che vanno dalla non copertura di intere aree della città fino al problema delle attese che sovente raggiungono e superano l’ora.

Le reazioni della cittadinanza sono di tre tipi: c’è chi è ormai scoraggiato e non serba più alcuna speranza di salire su un pullman urbano, cercando di provvedere con sistemi alternativi al problema degli spostamenti urbani, e quindi chiedendo un passaggio al figlio, al nipote o al parente per farsi accompagnare nei vari servizi che ciascuno deve compiere.

C’è poi una parte di cittadini che non la finiscono di tirare giù invettive di ogni tipo all’indirizzo dell’amministrazione comunale – assessorato alla mobilità in primis – ritenendola unica responsabile di un piano che “prima funzionava”. Mi verrebbe da chiedere “prima quando?” dato che a memoria sono anni e anni che ci sono lamentele rispetto al tpl, ma se vai a fare questa domanda ai sopradetti ti prendono pure a male parole, perché “prima funzionava e basta”, e non c’è bisogno di specificare, perché,aggiunge qualcuno: prima l’autobus passava vicino casa, adesso devo fare oltre 500 metri per arrivare alla fermata.

C’è infine una parte di cittadinanza più paziente, maggiormente propositiva e direi persino tenace, perché non solo non azzanna alla carotide gli eventuali responsabili di un servizio che oggettivamente fa acqua, ma  cerca comunque di essere fattiva e propositiva e di effettuare segnalazioni alla pubblica amministrazione per provare a risolvere i vari problemi esistenti.

 Mi ha particolarmente colpito, in questi giorni, l’atteggiamento di una cittadina paziente che vorrebbe, ardentemente vorrebbe, fortissimamente vorrebbe, usare il mezzo di trasporto pubblico ma, per svariati motivi, la cosa le viene puntualmente impedita dalle ragioni che abbiamo specificato prima, oltre alla definizione dei tempi di attesa sulle apposite colonnine recentemente installate che riferiscono di tempi non corrispondenti alla realtà. La povera signora, niente affatto scoraggiata dalle difficoltà incontrate per salire a bordo degli autobus, continua con strenua puntualità a segnalare le disavventure che le capitano alle fermate e, dopo qualche accenno di risposta da questo o quell’assessore, da un po’ di tempo le sue richieste restano inevase.

Eppure i toni con i quali l’eroina si rivolge ai responsabili sono sempre molto pacati, come, ad esempio:

“Dovrei prendere l’otto. Come vedete passa un bus ogni ora (se non saltano corse), praticamente un deterrente all’uso dei mezzi pubblici urbani che invece, se promosso, porterebbe vantaggi ai singoli e alla città”.

Ma dopo vari tentativi finiti male, la stessa signora sembra aver abbandonato le armi, poichè conclude questa prima fase del suo combattimento con il mezzo pubblico con la pubblicazione della seguente controproposta:

“Anche io ieri, a causa di una corsa saltata, sono andata a lavoro con un passaggio casuale.
Vogliamo mettere su un servizio strutturato di car sharing?”.

Sono curioso di vedere come proseguirà nei prossimi giorni il complicato rapporto tra la signora e il sistema di trasporto pubblico della città capoluogo. La battaglia è solo all’inizio.

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1 commento

  1. Iliana Avallone il

    Facente parte di coloro che cercano di prendere i bus cittadini…faccio nota che quando avevano disposto il capolinea al mobility center la città e la periferia erano coperte e le corse puntuali, comprese le navette circolari….ma si anche il mio pieno sostegno a un servizio di car sharing o propongo che l’ingegnere che si occupa della mobilità faccia per una settimana il giro della città in autobus…se vuole gli predisponiamo anche il servizio panini a domicilio alle fermate dove sarà in paaaaazienteeeeee attesa.

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