LA STRADA CORTA DEL FALSO RINNOVAMENTO

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Se si provasse ad uscire dagli slogan e ad articolare un pensiero compiuto sul necessario rinnovamento del Centrosinistra dopo la batosta di marzo, si aprirebbero almeno due strade  di discussione:

  • la prima riguarderebbe il modo di stare insieme
  • la seconda riguarderebbe le politiche da fare per tornare a presidiare un’area che sta trovando nuovi rappresentanti

Il primo punto trova come argomento principale di confronto la necessità o meno di fare un partito o movimento nuovo, liquidando tutte le sigle e ricominciando daccapo , una sorta di Ulivo del terzo Millennio. Chi è contrario a questa ipotesi sono esattamente i dirigenti delle varie sigle che temono di perdere le posizioni conquistate. Meglio l’orto mio anche se piccolo che un latifondo cooperativistico. Cioè una posizione che è di per sé limitante e conservativa, indice di nessuna volontà di innovare. Si potrebbero superare queste riserve, scegliendo un capo comune, magari con delle primarie di coalizione che avrebbero il compito di eleggere la guida per la legislatura e di quotare le forze che l’accompagnano, ma occorrerebbe un coraggio collettivo che non è dato riscontrare.  Perfino uno come Renzi, che più volte ha indicato come prospettiva il partito della nazione , oggi non esce dallo schema di maggioranza-minoranza all’interno del suo partito. Gli iscritti del centrosinistra sono molto più vicini tra loro rispetto ai dirigenti delle forze che lo compongono.  Chi nega l’autoscioglimento , di fatto nega il rinnovamento.

Il secondo punto riguarda le politiche. Un centrosinistra che voglia recuperare il suo elettorato deve tracciare un muro verso la destra e aprire un corridoio di dialogo con i cinque stele, che sono quelli che oggi , bene o male, hanno preso la rappresentanza  della parte più debole del Paese, sia quella geografica, il Sud, sia quella sociale, i poveri, i precari, i lavoratori schiavizzati, quelli che passano da una ditta all’altra a condizioni sempre peggiori in nome di una impresa da remunerare e di una forza lavoro da spremere. E la difesa di questa parte della società implica anche la difesa della sicurezza, che non è lotta all’immigrazione punto e basta ma una politica nuova di accoglienza nella regolarità e all’interno di regole precise, compresa l’accettazione totale del modo di vivere della comunità che li accoglie. Il buonismo di certa sinistra, cioè il non vedere, è l’altra faccia del razzismo, cioè il vedere pericolo dappertutto,e dovunque e a prescindere. Il lavoro, la riscoperta delle partecipate, la nuova regolamentazione delle concessioni ( finora scandalosamente sbilanciate sull’interesse privato), la riscoperta della manutenzione straordinaria delle opere ( finora scandalosamente dimenticate a favore di nuove cementificazioni) sono tematiche che la sinistra di un tempo metteva nella sua agenda , che quella di ieri ha accantonato e che i cinque stelle hanno rispolverato. Aprire un corridoio con i cinquestelle, in questo senso, significa scegliere la parte di campo in cui giocare, anche in competizione diretta con chi oggi occupa il campo, ma sempre in contrapposizione con un centrodestra che è e resta il vero antagonista politico. Invece abbiamo fatto il capolavoro di metterli insieme , in una miscela dannosa per il paese , al punto che il campo di sinistra sta per essere occupato dalla minoranza grillina, quel tale di Matteo che ,per la forza comunicativa che ha, rischia di espropriare anche le ultime capanne degli indios della sinistra italiana.

Ecco perchè mi fanno ridere quelli che parlano di rinnovamento totale e pensano agli uomini che si debbono togliere dalle scatole. Sono lontani chilometri dal pensiero degli iscritti, i quali si sono fatti adulti e non si accontentano di slogan o di capri espiatori. Rocco Rosa

 

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa
Online dal 22 Gennaio 2016
Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall’agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line ” talenti lucani”, una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell’opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


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