ORA CHE C’E’ DA INCOLPARE QUALCUNO, SI RISCOPRONO LE PROVINCE

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Una delle storie italiane più contradittorie degli ultimi anni riguarda la riforma delle province, un capolavoro nel genere “come è facile sfasciare” . Ci ha provato prima Monti ad abolirle senza passare attraverso una legge costituzionale, poi ci ha pensato Renzi senza riuscirvi e alla fine è arrivato Del Rio con una di quelle soluzione strampalate che sembrano prese sotto l’effetto dell’alcool. Lasciarle in piedi ma come aggregazione di secondo grado, per risparmiare  i soldini dei consiglieri eletti. Il risultato è di smantellare enti storici che avevano conquistato competenza e capacità operative in alcune materie, edilizia scolastica e sopratutto viabilità. Oggi molti si mozzicano le mani di fronte al misfatto compiuto e soprattutto di fronte al fatto che le competenze in capo alle province  sono rimaste ma gli uomini e gli uffici sono saltati, chi correndo in direzione delle regioni, chi imboscandosi in altri enti intermedi. E fa specie che un neoMinistro, di fronte all’emergenza della vigilanza e della manutenzione straordinaria sulle strade, si ricordi ad un tratto che esistono le Province e chieda loro che in una decina di giorni, segnalino lo stato di salute delle strade e le situazioni di rischio correlate. Ora , per rendere il senso della situazione, bisogna dire che mentre la società Autostrade ha qualcosa come seimila chilometri da gestire, le province ne hanno complessivamente 130 mila. E che in questi anni sono state decurtate di fondi fino al punto da non poter neanche mettere i segnali di pericolo nei punti più degradati, per non parlare della bitumazione che non si è fatta e della manutenzione ordinaria che si è lasciata a tempi migliori. Insomma dal 2010 nelle casse delle Province sono arrivati 4 miliardi in meno.   Una classe dirigente seria dovrebbe prendere lezione dalle esperienze e dovrebbe aver il coraggio di fare marcia indietro rispetto a decisioni e scelte sbagliate. Occorre rivedere il ruolo di questo essenziale ente intermedio, renderlo di nuovo elettivo ( i risparmi sono stati semplicemente ridicoli) e soprattutto occorre dargli competenze esclusive, vuoi nel campo dell’edilizia scolastica, vuoi nel campo della viabilità secondaria. Per capire di che cosa stiamo parlando , per il 2018 secondo criteri che tengono conto dei chilometri di strada in gestione, dei livelli di incidentalità e del rischio idrogeologico, alla Provincia di Potenza sono assegnati  1.741.585,64 euro e per la Provincia di Matera 822.677,73 euro e, per ogni anno dal 2019 al 2023, 4.353.964,10 euro per la Provincia di Potenza e 2.056.694,32 euro per la Provincia di Matera. Se solo mettessimo insieme tutti i viadotti e i ponti da controllare e da manutenere, queste cifre interverrebbero neanche per un ventesimo del fabbisogno.r.r.

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa
Online dal 22 Gennaio 2016
Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall’agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line ” talenti lucani”, una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell’opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


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