LA TRASPARENZA INQUINATA IN REGIONE

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PIO ABIUSI*

­il Dlgs 33/13 recita testualmente all’art. 1 comma 1: La trasparenza è intesa come accessibilità totale dei dati e documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, allo scopo di tutelare i diritti dei cittadini, promuovere la partecipazione degli interessati all’attività amministrativa e favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche
Il diritto all’informazione è generalizzato e la regola generale è la trasparenza mentre la riservatezza e il segreto sono eccezioni poste a tutela di interessi pubblici e privati che possono subire un pregiudizio dalla diffusione generalizzata di talune informazioni.
In Regione Basilicata quanto appena affermato è diventato sconosciuto a cominciare dalle modalità di pubblicazione degli atti che avvengono in tif, meno fruibile, rispetto al pdf .
Qualche anno fa all’atto della pubblicazione delle Deliberazioni di Giunta Regionale, si verificava spesso la ingiustificata mancata pubblicazione degli allegati nella sezione Amministrazione Trasparente del sito istituzionale. Il Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza Avv. Donato Del Corso ebbe a segnalare ai dirigenti interessati che l’opzione di scelta di non pubblicazione degli allegati era stata realizzata per lo più al fine di tutelare dati personali o sensibili contenuti negli allegati stessi e, in ogni caso, doveva essere motivata nell’apposito campo “note” del prospetto posto in calce alle sottoscrizioni. Oggi questo non avviene spesso tanto è che la dgr 215/20 delle misure urgenti di sostegno alle famiglie in difficoltà economiche ed di istituzione del Fondo Social Card- covid 19- gli allegati non ci sono. Non crediamo che sia l’unico di sicuro è uno da noi osservato. Occorre riportare la legalità!
Per ciò che concerne le determine dirigenziali la pubblicazione avviene solamente per estratto,leggasi per oggetto.
Le determine che riguardano materie ambientali trovano o stanno trovando apposita pubblicazione negli spazi elettronici previsti dal competente dipartimento mentre per tutte le altre, per una male interpretata tutela dei dati personali o sensibili contenuti, non vengono pubblicate. Rilevante è quanto affermato nel corpo della determina dirigenziale 10 AB.2019/D.000156 del 24/10/2019 dell’Ufficio Stampa della Giunta avente come oggetto: Acquisizione servizi di monitoraggio dell’opinione pubblica per orientare l’azione amministrativa dell’Ente verso i bisogni e le esigenze della Comunità di Basilicata, in cui è ribadito la pubblicazione per estratto non solo in Amministrazione Trasparente ma anche sul Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata. E’ anche vero che l’Ufficio Stampa è retto da ben due dirigenti di cui uno Generale, il fatto ci ricorda quelle pattuglie di Carabinieri che inviate di servizio sul territorio hanno funzione di reciproca sussidiarietà negli adempimenti amministrativi e solo così sono nelle condizioni sia di leggere che di scrivere gli atti. Nel caso della determina summenzionata siamo in presenza di un atto pubblico che prevede la gestione di risorse pubbliche e che, se distratte, potrebbero connotare anche un danno erariale, non si ravvede il perchè della mancata pubblicazione ed infatti abbiamo avuto modo di rilevare che sono stati effettuati pagamenti per 30 mila Euro così come si evince dalla pubblicazione per estratto delle specifiche determine dirigenziali.
Il predetto monitoraggio pur essendo finanziato con soldi pubblici è rimasto secretato in qualche cassetto ed è rimasto sconosciuto malgrado le richieste di accesso, esso va pubblicato per rispetto ai cittadini che lo hanno pagato!
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è la dgr 278 del 21-4-20, quella macchietta che è venuta fuori e che tratta il ricorso al TAR di Spera contro la Regione Basilicata in merito alla conferma di Barresi a Direttore Generale del S. Carlo di Potenza. Della predetta Determina di Giunta è stato pubblicato solo il frontespizio e questa volta nell’Ufficio di Gabinetto che ha disposto la delibera vi sono ben tre Dirigenti preposti, che questa sia una pratica dei finanzieri di comporre la pattuglia di 3 elementi e non già di 2 come è uso presso l’Arma dei Carabinieri?
La legalità nella gestione della trasparenza va ripristinata immediatamente altrimenti interesseremo oltre l’ANAC anche le Procure competenti per una valutazione penale e contabile di quanto sta accadendo.

*Associazione Ambiente e Legalità

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