LA VALLE DELL’IDROGENO NON PUO’ NASCERE NELLA NEBBIA

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In una attenta disamina delle potenzialità della Basilicata e delle possibili azioni da fare per metterle a valore, c’è il capitolo oil & gas che va affrontato con pacatezza, con competenza e con passione affinchè lo svolgimento corretto del compito che attende i decisori sia tutt’uno con le aspettative della gente lucana di avere sviluppo, occupazione e qualità dell’ambiente. Il presidente della Confindustria Somma ha ragione nel sostenere che bisogna essere pragmatici rispetto al problema dell’estrazione in Basilicata, e cioè che non è un processo che si può interrompere da oggi a domani, ma questo pragmatismo va accompagnato da un altrettanto forte impegno a lavorare diversamente che nel passato, e cioè ad avviare un percorso di riconversione dell’apparato industriale che fra quindici anni non ci lasci pozzi esausti, cattedrali nel deserto e migliaia di disoccupati ma che ci lasci tecnologie innovative, processi puliti e un apparato industriale di avanguardia nei settori che si appoggiano sulle energie pulite. Ora, il tema introdotto dal Presidente della Confindustria Somma, sul processo di decarbonizzazione della Basilicata e sulla massimizzazione delle ricadute, va spiegato bene, va affrontato con diligenza e va socializzato con trasparenza, senza furbizie e senza secondi fini, perché si possa superare la diffidenza che i lucani hanno maturato nei confronti di società petrolifere che , diciamolo con un eufemismo, non hanno offerto il meglio di sé. Il presidente regionale della Confindustria parla di creare una valle dell’idrogeno in Basilicata e ,poiché cita l’utilizzazione dei pozzi esausti, il pensiero di tutti va ovviamente ad un tipo di idrogeno cosiddetto grigio, cioè la scomposizione del gas di cui disponiamo in val d’agri e altrove in anidride carbonica da stipare nei pozzi esausti della Val Basento e ,appunto, in idrogeno, che è detto grigio perché non prodotto dalla scomposizione molecolare dell’acqua (elettrolisi) idrogeno e ossigeno) ma dalla scomposizione del gas naturale ( idrogeno e anidride carbonica). Cosa che oggi già avviene a ridosso di molte industrie energivore con sistemi dimensionati alle esigenze della singola azienda.  Ora, delle due l’una: se è solo questo il disegno che riguarda il futuro della chimica in Basilicata, è un disegno molto limitato e dimensionato solo all’interesse delle compagnie petrolifere di fare altro business con la stessa musica: sarebbe poco produttivo per gli interessi generali, non promuoverebbe il nuovo, perché questo tipo di idrogeno è frutto di una tecnologia già matura, e non affronterebbe i problemi della decarbonizzazione, e cioè la preparazione di uno scenario in cui le stesse compagnie si organizzano per produrre energia di altro tipo. Se invece il disegno è legato ad un piano di riconversione industriale che pensa già da adesso a come uscire dall’attività estrattiva senza lasciare i danni al territorio, come far biocarburante , come fare della Basilicata un grande contenitore di ricerca anche nello stesso settore dell’idrogeno per arrivare da altre vie ad un prodotto ad impatto neutro , allertando la scienza e la migliore tecnologia esistente per produrre pulito, per circolare pulito ( anche l’elettrico non lo è per via delle batterie) , e a come rioccupare quelle quattromila persone che lavorano nel settore, allora la cosa è spendibile e i lucani, di fronte a fatti concreti, a proposte condivise, a impegni precisi , possono anche esprimere un consenso ragionato. Quindi, niente allarmismi , niente speculazioni polemiche ma convergenza sulle cose da fare, in un bilancio nel quale i risultati e i costi siano ben evidenziati già dalla partenza. Se questo approccio è fatto nella condivisione, diventa poi coerente la richiesta che viene dalle compagnie di procedure più celeri  nelle autorizzazioni ad agevolare “gli interventi di ammodernamento degli impianti, le operazioni accessorie accessorie in relazione ad alcuni punti di estrazione, i nuovi investimenti per la gestione delle acque e gli auspicabili progetti di transizione ecologica”. Rocco Rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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