LA VERITÀ E L’ERESIA NEL NOSTRO TEMPO

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TERI VOLINI

E dovevamo arrivare agli anni 20  di questo terzo millennio per assistere all’offuscarsi del Libero Pensiero;  per riscontrare il ritorno al divieto di esprimere liberamente le proprie opinioni, senza più il ricordo degli errori/orrori  del passato che portarono alla fine terrificante dei Giordano Bruno di tutti i tempi.

Siamo regrediti ad epoche  in cui esprimere  la propria opinione /visione del mondo era un delitto,  tanto da aver  osato inventare – senza vergogna e non potendo accendere roghi materici — dei termini specifici per offendere, denigrare  e boicottare chi non la pensa come noi. Sembra di essere tornati alla “santa” inquisizione:  molti hanno paura di esprimersi riguardo a tematiche di essenziali importanza, come la salute, la guerra, i genocidi etc…
Ci lasciamo facilmente incantare da Pifferai magici,  incarnati  oggi da  una narrazione ufficiale velenosa e corrotta dalle generose tangenti di grandi gruppi finanziari e in conflitto d’interessi (ricordiamo da chi sono foraggiati la Repubblica e  il Corriere  della Sera, tanto per fare un esempio),  senza contare  i  collegamenti con i giganti della produzione di armi (in Italia, Leonardo) i cui fatturati grazie alla guerra sono  saliti alle stelle… La maggior parte della gente si è  consegnata  ad essi, aderendo a un pensiero unico, e arrivando a bersagliare chiunque esprima opinioni discordanti,  definendoli eretici, senza sapere che il termine indica in realtà chi ricerca la verità,  “chi sceglie” di pensare con la propria testa ed in base ad una informazione ad ampio raggio, non a senso unico, basata sulla reale conoscenza dei fatti, non sulla loro orchestrata  mistificazione.

I retroscena degli eventi

Per fare un esempio a livello internazionale, riferiamoci ad una delle fake più diffuse, che la Russia abbia aggredito l’Ucraina: è palese l’ignoranza dei fatti al riguardo, quanto pericolose sono le sue conseguenze, che potrebbero essere addirittura letali per tutta l’umanità in termini di distruzione.

Questo tossico ritornello non sarebbe possibile, se si conoscessero i retroscena degli eventi, che ora cominciano a saltare fuori (vedi monologo del giornalista Travaglio, le ricerche di Felice Lima, l’ex ambasciatrice Elena Basile  etc.  ),  che peraltro arrivano  con molto ritardo, visto che già nel 2022  si conoscevano i fatti,  ed io stessa ne avevo fatto oggetto di una disamina, pubblicata sul mio blog e che cerco qui di riassumere.

Tralasciando tutto ciò che accadeva negli anni ’30 in Ucraina, paese diviso tra russi a oriente  e ucraini a Occidente,  contrassegnati dall’odio verso l’URSS di Stalin; la nascita delle bande naziste  di Bandera,  le stragi etniche anti- ebraiche etc.;  la Guerra fredda, 45 anni in cui  Stati Uniti e Russia si fronteggiano; la cessione (1954)  della Crimea all’Ucraina da parte di Kruscev, che era ucraino,
si arriva al  crollo del   muro di Berlino(1989), alla disintegrazione dell’Unione Sovietica, quando  diverse  nazioni diventano indipendenti con la dissoluzione del Patto di Varsavia. La NATO non si scioglie, anzi  diventa sempre più forte, con l’intento di far crollare l’URSS.

Nello stesso anno si forma la Germania Est, che diventa parte della NATO:  i russi chiedono delle garanzie, così la Germania – insieme alla Nato –  rassicura  Gorbaciov  che la NATO non si sarebbe estesa ad est :  Bush dichiarò che  non avevano  intenzione di danneggiare la Russia… Lo stesso  segretario generale delle Nazioni Unite si dichiarò non favorevole all’espansione Nato asserendo che “il confine non si sarebbe  spostato neanche di un centimetro”, anzi, di un pollice.  Purtroppo  non venne steso un patto  scritto, e quelle promesse non furono mantenute …

Gli Usa  volevano diventare una forza e unica predominante perciò  occorreva togliere di mezzo la Russia:  veniva scritto nero su bianco in un documento,  il Rebuilding America’s Defence:  nessun rivale,  per mantenere  il controllo assoluto del mondo… Ma poichè  la Russia era  grande e possedeva un  notevole arsenale atomico,  occorreva   una strategia  speciale per indebolirla, come circondarla  con basi militari e farne crescere  la spesa militare x la difesa.

Nel 1997  il libro   Il grande scacchiere  di Robert Kagon,  descriveva come portare in Occidente tanti stati prossimi alla Russia per raggiungere il totale primato americano.  John Biden  confermava  l’annessione degli  stati del Baltico alla Nato: infatti nel ‘99  Ungheria Polonia Repubblica,  nel 2004 Estonia Cecoslovacchia Lituania Slovenia Romania e Ungheria completavano l’accerchiamento.

Mancava l’Ucraina, così  nel  2004  inizia l’era delle rivoluzioni colorate, come in altre parti del pianeta –  una serie di eventi pilotati dagli USA per portarla nella sfera occidentale…
Intanto in Ucraina (2004)  il filo-russo Yanukovich e il filo occidentale Yanuscenko  si fronteggiano: quest’ultimo era stato scelto dagli Stati Uniti,  sua moglie era anche un alto funzionario  USA.   Vince il filo- russo Yanukovich, ma la gente viene fatta  scendere  in piazza per non accettarlo, così s’indicono nuove elezioni e diventa presidente il filo-americano  Yanuscenko,  sostenuto  dagli Stati Uniti  che  viene ricevuto dagli USA come un eroe…  

Julia Timoshenko, estremista di destra,   insieme a Yatseniuk, Klitshko e Tianko, un trio  di criminali provvede al consolidamento della nazificazione dell’Ucraina.  Il presidente filo americano Yanuscenko riabilita Bandera,  lo nomina Eroe  Nazionale, con  l’ordine dello Stato: sua moglie  fa il saluto nazista.

Alle elezioni successive   vince  il filo-russo Yanukovich,  che subito viene tentato   dall’Occidente che gli promette  soldi per le riforme, ma con delle condizioni favorevoli alle banche e molto sfavorevoli per  le classi più disagiate. Yanukovich non accetta quelle misure e nel 2013 le   rifiuta ufficialmente  e si rivolge alla Russia.  I media occidentali criticano questa decisione dicendo della rinuncia ma non dei nobili  motivi che ne sono alla base.

 

Colpo di Stato

L’ambasciata americana a Kiev  organizza la Teach Camp per preparare la guerra civile in Ucraina;  questo avviene tramite l’aiuto dei media, per gettare discredito sul presidente in carica.

Prime proteste pacifiche.

Quando Yanukovic   –  dopo aver incontrato Victoria Nuland –  moglie di Robert Kagon, autore del Rebuilding Defense  –   che vuol  costringerlo a firmare l’accordo con  il fondo internazionale  –  si rifiuta ancora di farlo,  gli  USA decidono  di eliminarlo: le manifestazioni diventano violente, cecchini sparano sulla folla e sulla polizia:  si scatena il panico,  ed è la rovina … 3 mesi di rivolte costringono Yanukovic  ad abbandonare il paese e a rifugiarsi in Russia:  il colpo di stato è completato.  

Qualcuno  ha trasformato la manifestazione pacifica in un bagno di sangue: nel  piazzale c’era l’ estrema destra al completo, il  partito  filonazista, Julia Timoshenko, Klitschko, Olek Tyahnibok  del partito neo-nazista Svoboda

Viene posto come nuovo presidente l’oligarca POROSHENKO, primo ministro il nazista Yatseniuk. Su tutte le decisioni  c’è l’ok del vicepresidente di allora, Biden.

Da un comizio pubblico di Tyanibok:   Per creare la vera Ucraina dobbiamo eliminare fisicamente i russi,  fucilarli senza indagini, senza processi: qualsiasi membro della UU Ucraina Unita  per la Libertà può fare la lista degli  ucrainofobi della sua zona e tutti i membri di partiti e  organizzazioni anti-ucraine non solo pro- russi ma anche pro- Romania, pro Ungheria e totari (gli abitati della Crimea )  devono essere esecutati
la biomassa amorfa di stomaci viventi che parla russo è un gregge che va ridotto di 5-6 milioni di individui”.

Nel 2014,  dopo il colpo di stato, Tyanibok prepara i manganelli:  la nazificazione  si manifesta senza più freni, la  statua di Lenin è abbattuta,  squadroni di  chiara formazione nazista, con il Right Sector (Pravy Sektor) rispolverano la vecchia bandiera rosso-nera dei primi nazisti.  Battaglioni di miliziani  pattugliano le città,  e nasce anche il  famigerato Battaglione Azov, organizzazione paramilitare di chiara derivazione nazista, con tanto di simboli e svastiche, che viene incorporato nel 2014 direttamente nella milizia Nazionale dal Ministro dell’Interno Avakov. Si vedono lunghe fiaccolate, come ai tempi di Hitler e con il ritratto di Stefano Bandera, eroe nazionale. Speciali cerimonie di sepoltura vengono fatte alla presenza dei veterani della divisione SS Galizia e che danno gli ordini in lingua tedesca. Anche i ragazzini somigliano alla Jugend tedesca dei tempi di Hitler e si calpesta la bandiera russa.
Diversi video registrano tutto ciò.

Tempi duri per i russi in Ucraina

Tutta una serie di azioni offensive demolitive viene attivata persino  verso i bambini russi: sono le maestre stesse a istigare  anche i bambini più piccoli  alla violenza e alla discriminazione. Un estratto del programma di Poroshenko riguardo ai  suoi concittadini russi: noi avremo un lavoro e  loro no;  noi avremo le pensioni e loro;  noi avremmo supporto della gente, loro no; i nostri bambini andranno all’asilo e i loro figli dovranno nascondersi nelle cantine perché loro non sanno fare niente, ecco come vinceremo questa guerra…”
La guerra civile  è sottaciuta dai media, con tutti i suoi orrori verso i russofoni,  e misconosciuta in occidente grazie al  silenzio del mainstream… I crimini perpetrati dalle milizie ucraine sui russofoni  compaiono sporadicamente, come  in  un raro ma esaustivo servizio di Rai 2 sul Donbass.  

Dopo il colpo di stato, e  dopo 3 anni di carcere per abuso di potere,  Julia Tymoshenko era tornata in piazza: “dovremmo prendere le armi, andare ad uccidere questi maledetti moscoviti e  i loro leader;  cercherò di sollevare il mondo intero affinché della Russia non rimanga nemmeno un campo bruciato… dobbiamo colpirli con le bombe atomiche…

Referendum pacifico  in Crimea

Vista la situazione, i russofoni della Crimea decidono di staccarsi dall’Ucraina e di ritornare alla madre Patria Russia: lo fanno con un referendum pacifico, dove vince il SI a grande maggioranza. Allora Putin viene accusato di aver organizzato  un referendum-farsa:  ma basta guardare le immagini con i festeggiamenti e i  video di gioia della popolazione di Crimea per rendersi conto della realtà dei fatti: l’occidente capovolge  tutto, e il diritto internazionale non riconosce la partecipazione della Crimea alla Russia: i valori vengano affermati a seconda della convenienza e della voce più forte…

La strage di Odessa

Il 2 maggio 2014  scendono in piazza gli abitanti per  una manifestazione pacifica contro il governo.   I nazisti  minacciano,  costringono i poliziotti ad andarsene,   e  i manifestanti a rifugiarsi  nella Casa dei sindacati,  bruciano copertoni per affumicare l’interno,  gettano dentro bombe incendiarie;  chiudono l’acqua per impedire di spegnere gli incendi e sparano  su quanti  escono sui   cornicioni o si affacciano alle finestre x respirare, finendo spietatamente quelli che, feriti,  cadono giù…  Ciò è documentato da video e  testimo-nianze dei pochi sopravvissuti,  poi i picchiatori di Kiev entrano e massacrano i rifugiati,  gli danno fuoco: 50 morti tra i civili di Odessa, ma si teme siano stati molti di più. Il giorno dopo la strage,  i nazisti di  Settore Destro celebrano orgogliosamente  sul loro sito tutto questo orrore. Video registrano tutto ciò che accade …


La guerra in Donbass
Le regioni  orientali  si ribellano e  indicono un proprio  referendum per l’indipendenza da  Kiev  e  per unirsi alla Russia, lamentando  di non essere ascoltati né dal governo di Kiev, né dall’Europa. A quel punto  arrivano in forza  carri armati da Kiev; anche i russi mandano armi, ma  prevalgono i  bombardamenti ucraini: il presidente Poroshenko bombarda i civili della sua stessa nazione: orrore e  paura prevalgono. Poi arrivano i nazisti di Right Sector (Pravy Sektor) Settore Destro per fare pulizia etnica:  “sopprimeremo i ribelli anti-ucraini, restaureremo l’integrità territoriale della madrepatria” .

Un rapporto delle Nazioni Unite del 15 novembre 2014 riferisce ciò che i nazisti fanno alle popolazioni del Donbass:  “Serie violazioni dei diritti umani nell’Ucraina orientale oltre il cessate il fuoco. Civili sono stati detenuti, spariti,  violenze  sessuali, condanne ai  lavori forzati, esecuzioni sommarie…  Il numero degli sfollati è aumentato considerevolmente, 4.400-4.800 uccisi,  10.000 feriti” .

I colpevoli dei  delitti capovolgono tutto,  accusando  i russi dei crimini da loro commessi, senza alcun cenno da parte dei media, neanche quando  gli ucraini inviano bombe alle popolazioni russofone del Donbass con la scritta in russo: per i vostri bambini . A Donnish c’è un cimitero dove sono stati sepolti oltre 250 bambini tra 6 e 9 anni…

Arriva Zelensky

Nel  maggio 2019,  Zeleski  diventa presidente, e nel discorso post-elezione promette di far  cessare la guerra del Donbass,  ma non  mantiene  niente, quando  sarebbe bastato accettare gli accordi di Minsk del 2015 che prevedevano uno  statuto speciale per il Donbass e la creazione di una zona cuscinetto tra loro e gli ucraini,  per non far succedere nessuna guerra: se Zelenski non fosse stato manovrato dall’alto. La fascia di sicurezza avrebbe immediatamente fermato i cannoneggiamenti

  • Crisi internazionale

    – febbraio 22 – Macron,  in visita a Kiev,  strappa al presidente  ucraino  l’impegno di rispettare gli accordi di Minsk,  annunciandolo al mondo intero insieme a Zelensky  in conferenza stampa… 

    Il giorno dopo il president/attore  si  tira indietro: questo è l’uomo che si sarebbe poi  collegato con tutti i parlamenti del mondo venendone pure applaudito da politici,  parlamentari, capi di stato etc.  che  ignorano tutto… o a cui  fa comodo ignorare  per mantenere lo status quo o per asservimento agli USA.  Si tira indietro il  giorno dopo, e nessuno si chiede perché ha cambiato idea. 

    Forse qualcuno glielo ha ordinato,  per  togliere ogni altra opzione a  Putin  e costringerlo così a intervenire con le armi…  Nessuno s’interroga sulla gravità del mancato rispetto  da parte dell’Ucraina degli accordi di Minsk del 2015, e che per questo  la oscena guerra civile tra ucraini  e russofoni,  costellata in contemporanea da innumerevoli episodi  di  grave provocazione da parte dell’Ucraina insieme  a Usa e Nato, è continuata fino al giorno in cui Putin non ha invaso il paese…

NATO e Ucraina

Già nel 2007,  dopo l’ultima ondata che aveva portato Estonia, Lettonia e altre nazioni  a collocarsi come facenti parti della NATO  tutt’intorno alla Russia, Putin, nella Conferenza Internazionale di Sicurezza dichiarava che “l’espansione rappresenta una seria provocazione che riduce il livello di fiducia reciproca. Cosa ne è stato delle rassicurazioni che i nostri partner occidentali ci avevano dato dopo la dissoluzione del Patto di Varsavia?”   Alla richiesta di rassicurazioni da parte di Putin, non c’è  risposta, mentre continuano le operazioni  per far entrare anche l’Ucraina nella NATO.

Prove  I commentatori ufficiali allineati affermano  non essere vero che l’Ucraina stesse per entrare nella NATO, ma di questo ci sono infinite prove:  2014,  Yassenuk , il  primo ministro  ucraino appena installato, si incontra con John Kerry, ministro degli Esteri americano,  con l’ambasciatore americano Pyot ;  con J. Mc Kake, poi  con Ban – Ki-Moon alle Nazioni Unite, con David Cameron (Inghilterra), con  Merkel in Germania,  dove c’è anche il neo Nazista Klitschko;  va all’Unione Europea, poi alla Casa Bianca, dove fa sapere al mondo da che parte sta la nuova Ucraina, e da lì invita la stessa NATO a Kiev, chiedendo contestualmente aiuti e armamenti.

20 agosto – 14  L’Ucraina chiede di entrare nella NATO

21 novembre 14  Yatsenuk dichiara che  la NATO è la loro priorità

23 dicembre 14 il Parlamento  ucraino pone fine allo stato di non allineamento per iniziare il processo di ingresso nella NATO

marzo 2015  il presidente Poroshenko approva le esercitazioni militari con la NATO:
Guardiano Impavido 2500 soldati, di cui 1000 USA

Brezza di Mare 2500 soldati di cui 1000 USA E 500 NATO (lo chiamano partnership for Peace)

Tridente rapido 500 usa,  600 NATO

11 aprile 2015 arriva da Vicenza il primo convoglio NATO, Guardiano Impavido

Aprile 2016:  Biden promette a Poroshenko  33.400 milioni   di dollari per aiuti per la sicurezza,  più un terzo prestito di un miliardo di dollari.

Giugno 2017 –  Il Parlamento ucraino legalizza la  priorità all’ingresso nella Nato,  legge firmata dal Presidente della Camera,  Parubij, co-fondatore del partito neonazista Svoboda,  insieme a Olof Tyanibok, quello che loda Hitler in diretta, dicendo che è stato il più grande personaggio a praticare la democrazia diretta.

Luglio 2017. Il Presidente del Parlamento ucraino sotto Poroshenko incontra il segretario della NATO  Stoltenberg e chiede ufficialmente l’ammissione

Settembre 18 l’Ucraina, emenda la Costituzione per facilitare l’ingresso nella NATO

Febbraio 19, approvazione  e conferma con 344 voti a favore su 385

marzo 19: Zelensky a Bruxelles incontra il segretario di stato giugno 20 la NATO concede all’ Ucraina lo status di Maggiore Opportunità per l’ingresso nella NATO

Settembre 2020:  Zelensky approva la nuova strategia di sicurezza nazionale che presiede lo sviluppo della speciale partnership con la NATO

24 Marzo 21, approvato il decreto per attuare la strategia di reintegrazione dei territori “momentaneamente occupati” della Repubblica autonoma di Crimea e Sebastopoli (cioè i territori che con referendum pacifico avevano votato l’annessione alla madre patria russa…)

14 giugno: Bruxelles conferma le richieste per l’entrata della Ucraina nella nato…

28 giugno 21: esercitazione dell’Ucraina e della  NATO nel Mar Nero.

28 novembre  21   Mosca chiede garanzie legali che l’Ucraina non entri nella NATO:  nessuna risposta

30 novembre: Putin dichiara ufficialmente la Linea Rossa dei russi sull’Ucraina, uno stop  a qualunque forzatura  NATO della Red Line, sottolineando  la personale  preoccupazione per i missili a lunga gittata

Putin:  “Spero che non arriveremo a questo, e che buon senso e  responsabilità per i propri paesi e per la comunità internazionale prevalga…”

1 dicembre 21:  richiesta ufficiale russa di  non espansione a est della NATO
.  Nessuna  risposta, se non : “Le porte della NATO sono sempre aperte per l’Ucraina

3 dicembre :  Putin torna a ripetere che è inaccettabile un’ulteriore espansione a Est e ne spiega i motivi in conferenza stampa …. “Noi non stiamo mettendo i nostri missili ai confini dell’USA,  stiamo forse chiedendo troppo?”

31  1 22  l’ambasciatore Russo accusa pubblicamente gli USA di fomentare le pressioni e spingere alla guerra come se fosse il loro desiderio nascosto

Il resto è…. la guerra

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Sull' Autore

Pittora, incisora, performer land artista, designer, ricercatrice, poeta, portatrice di memoria, linguista, conferenziera... ha esposto dagli anni '80 le magiche suggestioni de La Montagna Stregata – ispirata alle piccole dolomiti lucane di cui è originaria – seguita da diversi cicli di Opere pittoriche, presenti in oltre 90 mostre personali in sedi regionali, nazionali ed estere, come Potenza, Milano, Zurigo, Winterthur, Nizza, New York, Arles en Provence, Canterbury... con notevoli riscontri di critica e pubblico, ed in numerose collettive, con pubblicazioni, premi e riconoscimenti. Tramite i diversi linguaggi espressivi - pittura, scultura, poesia, installazioni, performances, azioni simboliche, video, manifesti d’artista, ricerche, conferenze, articoli, incontri mirati con le giovani generazioni e la società civile - l'Artista biofila si fa promotrice di un nuovo rispetto per il pianeta, percepito non come un oggetto da dominare e sfruttare, ma come Terra Madre, generatrice e nutrice di tutti i viventi. Presidente del Centro d’Arte e Cultura Delta di Potenza, ha al suo attivo un sito web e un blog, due raccolte poetiche, una trentina di ebook, pubblicazioni su diverse testate a livello regionale e nazionale, la collaborazione in free lance con La Grande Lucania, Il Lucano, Il Capricorno, Talenti Lucani, Valori... Canta nella donna il valore femminile originario, sottolineandone sacralità, bellezza e magia nell’esuberante creatività e nella corrispondente ciclicità con la Natura: l'una e l'altra essendo portatrici e nutrici di vita. Preconizza un tempo in cui l'arte e la vita siano coincidenti ed in cui sia possibile riconquistare l'incanto gioioso di fronte alla bellezza e al mistero della vita sulla terra.

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