LA “VISIONE” DI POTENZA

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di ROCCO PESARINI

 

 

 

 

Sto curiosando con molto interesse tra quelli che sono i punti programmatici dei vari candidati alla carica di sindaco e consigliere alle imminenti elezioni comunali di Potenza.

Diversi spunti di riflessione interessanti e molti copia e incolla di progetti e proposte puntualmente ripresentati ad ogni tornata elettorale a partire dall’anno dell’Unità d’Italia (essendo io di natura ottimista, son convinto che prima o poi troveranno attuazione).

Ma alcune idee, alcune proposte, alcuni “progetti” che ho letto qui e lì mi hanno lasciato letteralmente terrorizzato.

Potenza ha tanti problemi da risolvere e, al contempo, tante idee e progetti che vi si possono realizzare.

Ma, a monte di tutto, la cosa che più deve emergere in questa campagna elettorale e che deve poi esser realizzata nella prossima quinquennale consiliatura comunale, è la “visione” di Potenza.

La visione di ciò che Potenza deve essere, la visione di ciò che Potenza deve divenire, la visione del suo ruolo nel quadro e nel contesto regionale.

Perché dire “siamo il Capoluogo di Regione” è assolutamente inutile (e anche un tantinello stupido) se poi non si fornisce una chiara idea di ciò che la nostra città deve appunto divenire ed essere.

Potenza ha bisogno di fornire un’immagine di sé forte e autorevole, ponendosi come guida e punto di riferimento vero, autentico e serio di un’intera regione.

Ed è per questo che occorre fissare dei paletti, sia in questa campagna elettorale che nel prossimo mandato comunale.

Potenza non ha bisogno di diventare un “immenso luna park per ritardati e psicolabili all’Animal House” (ve lo ricordate il film con John Belusci?) dove pensare a fare solo bagordi dalla mattina alla sera.

Potenza non ha bisogno di altri centri commerciali: né al chiuso né, soprattutto, all’aperto. In quest’ottica, francamente trovo aberrante l’idea di trasformare il centro storico in un grande “centro commerciale all’aperto”. Il centro storico deve essere il cuore, l’anima della nostra città e, come tale, deve divenire il salotto buono della stessa, dove storia, cultura, tradizioni albergano, rendendolo seducente e attraente sia per i potentini che per coloro che vi si recano da fuori. Se si vuol prestare e garantire la massima attenzione ai problemi del commercio del centro storico, si deve capire una volta per tutte che esso deve rientrare in un programma e in una visione appunto più organica.

In quella visione sopra citata, Potenza non deve divenire un “ribuscio” (termine intraducibile ma ben conosciuto da chi è potentino) per sballati del sabato sera.

Il divertimento c’è ed è già ben organizzato e gestito dai tanti imprenditori che se ne occupano egregiamente. Lasciamoli lavorare e studiamo misure concrete per come sostenerli.

Ma ognuno faccia il proprio mestiere!

Chi si candida alla guida della città deve fornire altre idee, altre proposte… un’ altra visione della città!

Come sempre (in)distintamente vostro.

 

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Rocco Pesarini

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