L’ACCORDO CON ENI: COSA SI NASCONDE DIETRO LA FACCIATA?

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ROCCO ROSA

La settimana ha rialzato un po’ le quotazioni della maggioranza regionale, con due operazioni andate in porto e sulle quali la minoranza aveva sparato a zero, nella convinzione che le cose fatte non avrebbero portato da nessuna parte. Invece  la “non osservazione” da parte del Governo  della legge sullo  scioglimento del consorzio industriale , con conseguente creazione di una nuova società e il contemporaneo accordo tra regione ed Eni-Shell per il rinnovo decennale della Convenzione hanno contribuito a migliorare l’immagine dell’Esecutivo, considerato in grado di superare ostacoli rilevanti.  Sicuramente per le politiche industriali, il successo è evidente. Da trent’ anni almeno c’era questa palla di piombo di un consorzio mal gestito, dissanguato dai debiti, incapace di mettersi in piedi  e di sfruttare anche gli asset positivi di cui disponeva ( depuratore di potenza, depuratore di melfi)  , costretto a vivere di contributi regionali anno dopo anno. Ora tutto questo è alle spalle o meglio nelle mani di un liquidatore che dovrà censire il patrimonio ( che paradossalmente non è poco) per ristorare i creditori, mentre la gestione corrente degli impianti passa a società che già operano nel sistema idrico integrato , lasciando spazio per tutto quello che finora non è stato fatto in termini di promozione industriale, miglioramento dei servizi, recupero dei canoni dalla vasta platea dei consorziati , cosa che mette fine ad una decennale evasione del dovuto da parte di molte attività mai censite. Sull’accordo con Eni-.Shell le cifre parlano chiaro sia in ordine alle compensazioni ambientali, sia in ordine alle royalties. Però bisogna vedere dentro l’accordo le cose che non hanno cifra ma contano per davvero, come per esempio l’aggancio del ristoro alla quantità di barili che si riescono a produrre giornalmente, il che sembrerebbe un tacito consenso ad andare oltre il livello di produttività che garantisce una certa sicurezza degli impianti. Si sa che, stante l’obsolescenza degli impianti,  che rispetto a quello della Total è alquanto antiquato ( una generazione in  meno: la terza contro la quarta) , già l’aver portato negli anni scorsi la produzione da cinquantamila a ottantamila barili al giorno ha creato problemi di sofferenza nelle linee di produzione, con evidenti ripercussioni sul piano ambientale, le cui spese l’hanno fatte i cittadini della valle. Senza voler fare illazioni, l’omissione del tetto estraibile, sembrerebbe una autorizzazione tacita a pompare quanto più possibile, prima di incamminarsi verso la transizione energetica. Così come la cessione del gas , se non la si deve spendere in aiuti a pioggia all’utenza domestica regionale, dovrebbe incamminarsi decisamente verso la realizzazione dell’hub energetico fondato sullo sviluppo e l’utilizzo dell’idrogeno da gas  . Ecco perchè anziché buttare ogni tanto una carta sul tavolo della discussione sul futuro, sarebbe quanto meno opportuno giocare a carte scoperte e dire qual è il disegno complessivo di sviluppo industriale legato al completamento della fase energetica da fossile e al contemporaneo avvio di una fase di energia alternativa quasi pulita ( idrogeno da gas) e pulita ( idrogeno da acqua).  Nessuno, che sia in buona fede, può minimizzare i risultati ottenuti da Bardi  in una trattativa rivelatasi comunque in controtendenza rispetto alla svendita del passato, ma siccome il pericolo è che in questo decennio si voglia sfruttare il territorio fino all’impossibile, non vorremmo trovarci a pagare il conto finale di impianti obsoleti e abbandonati dopo uno sfruttamento intensivo. La transizione è o dovrebbe essere la cornice pianificata entro cui l’accordo si muove. Questo non è dato ad oggi di sapere. 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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