L’AFFAIRE EOLICO, BASILICATA 24 FA GIRARE LE PALE ALLA CASTA

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Parliamo di meritocrazia quasi sempre nell’accezione che riguarda la valutazione del merito di una persona, nel suo lavoro, nella sua carriera, nelle selezioni che possono metterla a confronto con gli altri. E quando ne parliamo sono sempre gli altri a non applicare la meritocrazia, siano politici o dirigenti. E invece spesso siamo tutti noi ad ignorarla, quando minimizziamo le cose buone che altri fanno, oppure facciamo finta di  non dare importanza a cose che invece dovrebbero averla. E’ un atteggiamento di subcultura, tipicamente della provincia, tipicamente del meridione e tipicamente di casa nostra, un atteggiamento nel quale primeggiano sentimenti negativi , come invidia , gelosia, egocentrismo.  In questi giorni è uscita una grande inchiesta del giornale on line Basilicata 24 sull’eolico in Basilicata, una inchiesta che, se non ci fosse appunto quella subcultura, avrebbe dovuta essere ripresa in grande evidenza da tutti i giornali. Tutti , compreso quello il cui editore usa il giornale come biglietto da visita per frequentare le stanze giuste. Invece un silenzio assordante ha coperto l’uscita di questa inchiesta, ben documentata e con tanti di nomi e cognomi.  Vi si narra di un sistema selvaggio, fatto di leggi che arrivavano in ritardo, ricorsi al tar per coprirsi le spalle, ritardi e corsa ai terreni da parte di pseudo imprenditori, e soprattutto di una enorme proliferazione di pale nei luoghi più impensati, a fare da sfondo al castello di Brienza, a bruciare la bellezza del panorama nel Bradanico, oppure  a minacciare il traffico sull’autostrada vicino Picerno. E questo mentre le pale si spezzano, perchè imbullonate  e non costruite tutte di un pezzo, e le tragedie vengono fortunatamente solo sfiorate in molte parti della regione. Perchè parlo di questo? Semplicemente perchè l’inchiesta risponde ad un mio innocente e vecchio quesito rivolto alle autorità competenti da molti anni, anche prima di questa legislatura conclusa. E cioè chiedevo in maniera convinta perchè dovessero venire i privati dall’alto adige a mettere le pale sulle nostre montagne ( da loro è vietato) e non fare quegli investimenti come ente pubblico, visto che si era dato vita alla Sel, una società regionale che aveva il compito appunto di investire in energia. Portavo l’esempio di alcune municipalizzate ( Brescia ,Milano ) che a forza di investimenti in settori quali l’energia alternativa, il fotovoltaico e l’incenerimento dei rifiuti, erano diventate dei colossi imprenditoriali con fatturato che arrivavano a dieci cifre. Invece la nostra Sel doveva correre con le mani legate. Niente investimenti nel privato, ma solo interventi nelle strutture pubbliche, ospedali, scuole, municipi ecc.  Così come mi chiedevo , da cittadino e da giornalista, perchè l’ASI , che teneva un debito di 8 milioni con una società elettrica, non poteva mettere a disposizione i tetti dei tantissimi capannoni per fare un progetto di fotovoltaico che lo ponesse in condizione non solo di annullare i debiti ma anche di costruirsi un reddito con la fornitura di energia elettrica alla Siderpotenza, che ha una voracità di energia spaventosa. Adesso, in questa corsa all’oro autorizzata o semplicemente non regolata o ignorata, così come Basilicata 24 documenta, c’è la risposta precisa, inoppugnabile: il vento era e doveva rimanere questione privata, come privata è la questione del petrolio, come privato è ogni risorsa che possa dare profitti a pochi e perdite alla collettività. Il vecchio  gioco di  imbandire la tavola per pochi intimi o per quelli che brigando in mille maniere riescono a farsi accettare al tavolo. E spesso si scopre, come in questo caso, che a tavola non si fa distinzione tra destra e sinistra. Si mangia in silenzio, o se proprio bisogna parlare , ma non è educato farlo, si parla del più e del meno. Rocco Rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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