
PATRIZIA BARRESE
Correva il secondo dopoguerra, quando le superpotenze Stati Uniti e Unione Sovietica si contrapponevano nella guerra fredda. A distanza di oltre 70 anni, il pericolo per la sopravvivenza dell’umanità, rappresentato da un possibile ricorso alle armi nucleari, è ancora presente, e l’ostilità non risolvibile tra Russia e Ucraina è ad oggi coniata con l’espressione di “guerra dell’energia”. Invasioni territoriali causate dalla mancata apertura politica e sanzioni economiche dei Paesi dell’Ue, minano la sicurezza energetica delle famiglie in vista del prossimo autunno-inverno in cui il fabbisogno di gas sarà di primaria importanza: il razionamento cui dovremo far fronte provocherà un aumento dei costi delle bollette colpendo le tasche di famiglie e di aziende.

E’ il termometro della guerra a segnare temperature febbrili cominciate nel lontano 24 febbraio in cui anche i destini del nostro Paese hanno assunto sembianze offuscate e la nostra economia si è mostrata sempre più vulnerabile dinanzi agli aumenti del prezzo di petrolio, gas e luce. Sono le conseguenze del conflitto che, seppure a noi geograficamente lontano, muta in tempo reale lo scenario internazionale: mutevoli i progetti di approvvigionamento energetico e i possibili effetti che da essi potrebbero scaturire sul teatro bellico dell’Europa in cui Zelensky, da ex attore, o Putin , artista emergente, si avvicendano da protagonisti citando frasi esaltanti : ” Non siamo noi a doverci sentire intimoriti, bensì i politici di tutto il mondo”. Il mondo produttivo trema e, contestualizzato alla nostra regione, oltre alla minaccia del caro vita, l’atavico divario tra Nord e Sud d’Italia rimane persistente, i redditi dei lucani e i settori dell’economia devono contare su un’autosufficienza produttiva risentendo sempre della mancanza di una concreta cooperazione nazionale che vada ad incentivare i sistemi delle filiere del cibo, i mercati locali, il turismo rurale e la sostenibilità ambientale.

Era il 2010, quando 16 buyers russi incontrarono oltre 30 operatori turistici lucani: le azioni di promo-commercializzazione del territorio lucano e il workshop svoltosi a San Pietroburgo fungevano da collante strategico per far decollare l’immagine della nostra regione, il Vulture, Matera, Metaponto, il Parco Nazionale del Pollino, Senise, Maratea alcune tra le località di interesse della delegazione russa. A distanza di anni, non rimane solamente lo spettro del gas naturale a condizionare l’economia nazionale e locale, anche il fantasma dell’insicurezza alimentare si paventa all’orizzonte. Le filiere legate alla produzione di pasta e di pane, necessitano di rafforzamento: guardando al futuro e alle modalità di garantire la sicurezza alimentare – vedi marchi IGP ove spicca il Pane di Matera – una larga parte dell’opinione pubblica sostiene a proposito del settore cerealicolo e agroalimentare che “…il paese ha una produzione propria, eppure deve comunque importarne una parte”.
Tali aziende potrebbero risentire i danni che il conflitto russo-ucraino arreca perché anche i fertilizzanti, indispensabili per la maggiore qualità e quantità della produzione cerealicola nazionale e di diverse province apulo-lucane, vedono la Russia quale primo esportatore mondiale dei concimi azotati. All’orizzonte Mosca intende sospendere le forniture di petrolio ai cosiddetti “paesi ostili”, un calice amaro che la Basilicata sta gestendo grazie all’Accordo energetico firmato dal presidente della Regione Vito Bardi e il COVA, impianto cardine delle estrazioni petrolifere Eni e Shell in Val d’Agri, accordo che ha maggiormente sancito la collaborazione tra i lucani e la compagnia energetica la cui fiaccola è presente in Basilicata dagli anni ’90. A partire dal prossimo ottobre, il taglio della spesa per la materia prima gas consentirà una riduzione delle bollette del gas oltre ad incentivare l’utilizzo delle energie rinnovabili, e l’Ue ha fissato obiettivi ambiziosi per promuovere lo sviluppo sostenibile nelle sue dimensioni umana, sociale, economica e ambientale, e come sostenuto dal Presidente Bardi “…la Basilicata è già tra le regioni più rinnovabili d’Italia”. 
L’odio e ataviche amarezze fra popoli sono veleni letali, provocano morti dolorose, e in questo scenario geopolitico variegato d’amarezza, ha richiamato all’attenzione la mano artistica di Carli: sulla pagina di un noto settimanale, a proposito della regione del Lugansk, annessa alla Russia, con satira acerba è ritratto Zelensky nei panni della Pacchiana di Pisticci. Che sia il sorso di un calice prezioso del territorio lucano, eccellenza made in Italy e brand conosciuto e riconosciuto oggi in tutto il mondo, a custodire le nostre messi ma “ …a volte, voler ragione a tutti i costi, può lasciare in bocca un sapore amaro”.